sabato 28 gennaio 2023

HARRY PRINCIPE CADETTO: DA CAPRARICA A SPARE

 


    Diana è stata una stella che ha coperto molti cieli. Credo che tutti si ricordino (almeno quelli della mia età) il momento esatto in cui hanno saputo della sua morte e lo sbigottimento e amarezza che li hanno stretti.
Diana era entrata (non so spiegare il motivo) nel sangue della gente come un legame parentale. Un fenomeno imparagonabile. Gli unici che non se ne sono accorti e solo questo starebbe a dimostrare la gabbia emotiva in cui sono rinchiusi, sono stati i reali parenti.
La regina Elisabetta  vedeva Diana come il risultato di una mossa sbagliata nella scacchiera   (interpretata in maniera perfetta da Hellen Mirren nel film La Regina-2006) e l’aveva scartata  per tanti motivi: una stella offusca, mette in ombra anche chi vestendosi di colori pastello deve essere immediatamente visibile.
E arriviamo a Harry, secondo figlio della coppia Carlo e Diana, dodicenne all’epoca della morte della madre.
Molto legato a lei dopo la separazione, quando il padre aveva definitivamente tagliato fuori la consorte ed aveva ottenuto quello che inseguiva (da più di 20 anni?): condividere la sua vita con l’altra donna amata da sempre
Nei tanti anni successivi i due ragazzi  sono stati presentati uniti al mondo come prosecuzione di quella stella che si era spenta cruentemente. Poi vabbè Harry più turbolento, William più compassato e protettivo, quasi una spalla per il fratello. Una consolazione, se fosse stato vero. Solo che vero non era.
 

 

Eccoci a “Spare, il minore” autobiografia del principe  scritta da un famoso scrittore premio Pulitzer J.R. Moehringer redatta su sentimenti, storia e vicissitudini di Harry.
Sono anch’io una minore e so quanta gelosia ci possa essere da parte del figlio/figlia maggiore. Dopo tutto è un sentimento naturale: dapprima si è soli, unica attenzione e centro dei genitori  poi arriva un altro che  porta via l’esclusività dell' amore. Subentra un meccanismo di difesa ampliato dal fatto che in questo caso  si parla di un futuro re.
La prima grande rivelazione in Spare è che questo sodalizio tra fratelli non c’era proprio. C’era un Harry che zompettava dietro a William e quest’ultimo che lo allontanava.
Alcuni anni fa mi fece impressione una intervista (se ne parla anche nel libro) dei due fratelli quando si addestravano come piloti. William sfotteva continuamente il minore, voleva ribadire la propria superiorità, lo denigrava, ne snocciolava difetti. Era ironico? Era fastidioso.
E’ William, a mio avviso, il più affondato nel libro. Forse proprio perché non ci si aspettava un William:
-    Suggeritore del vestito da nazista indossato da Harry  che fu condannato dalla stampa e dall’opinione pubblica (per scusarsi Harry incontrerà il rabbino capo di Londra);
-    Che ordina al fratello di non avvicinarsi a lui durante il periodo scolastico di Eton;
-    Incavolato nero perché era stato concesso allo sposo Harry di tenere la barba mentre a lui  no,tanto da cercare di imporre il proprio titolo di futuro re perché se la tagliasse;
-    Ancora brillo di rum al proprio matrimonio;
-    Dubbioso per il matrimonio di Harry tanto da far intervenire gli Spencer (fratello di mamma);
-    Rigido e infastidito dall’abbraccio di Meghan appena conosciuta;
-    Invidioso per le iniziative umanitarie del fratello: ustionante la battuta " L’Africa è roba mia";
-    Mai solidale col fratello negli attacchi della stampa, nemmeno quando erano i Cambridge ad essere attaccati;
-    Aggressivo e fumantino nei vari tentativi di chiarimento tra fratelli (ma lo aveva già scritto Robert Jobson nel libro "William at 40"); 
-    Responsabile dell’aggressione ad Harry per lamentarsi di Meghan , aggressione che gli procurerà una ferita sulla schiena;
-    Tramaccione con la famiglia per espellere Harry dalla istituzione reale completamente, senza titoli, appoggi e sicurezza.  

Hai presente quando apri la porta al gattino e lui resta lì un po’ incerto se andare dentro o fuori e allora tu col piede gli dai una spintarella? Ecco è andata così. Il piede era di William.



Antonio Caprarica giornalista corrispondente inglese e conoscitore della casa reale, appena i giornali hanno strillato alla Megxit ha ribadito che di erede al trono ce n’ è uno solo e i Sussex non accettavano di essere  secondi. I giornali inglesi hanno titolato come l’allontanamento fosse dovuto all' intenzione della coppia di fare più soldi con i titoli e il marchio Sussex Royal.
La versione dei Sussex capricciosi e poco umili  anticipata da feroci articoli di giornale verso Meghan  era su tutti i tabloid. Se da una parte veniva elogiato il comportamento dei Cambridge, dall’altro veniva sottolineata l’ingratitudine del figlio cadetto  che conti alla mano avrebbe fatto fagotto e  abbandonato la nave.
La realtà era diversa. Ed è per questa verità che Harry ha scritto “Spare”. C’era bisogno da parte sua di raccontarci il dietro le quinte della storia ufficiale passata ai tabloid ad uso e consumo dei lettori di pettegolezzi.
Ho letto l’ultimo libro di Caprarica “Harry e William da inseparabili a nemici”. L’ho iniziato quasi in contemporanea a "Spare" e gli episodi riportati sono più o meno gli stessi nei due testi, anzi Caprarica affonda ancora di più negli sgarbi fatti ad Harry.

 


Aveva però sbagliato nel pensare che  la rottura del legame tra fratelli fosse piuttosto recente, in realtà questo reciprocità di legame non c’era mai stata.
Nei due testi c’è una differenza sostanziale di vedute. Ad Harry che  dice: mi è stato fatto un torto continuo, Caprarica risponde: questo è il destino di un cadetto con i suoi scotti e i privilegi. E’ da accettare.
"Spare" nel web ha ricevuto soprattutto critiche. Definito  lamentoso, infantile, immaturo, poco acculturato. In parole povere: cresci Harry così è la vita, come se il famoso detto "il denaro non fa la felicità" nel suo caso non avesse valore.
Al contrario il libro è stato valutato positivamente dagli addetti al mestiere sia come modalità di stesura, un esempio di scrittura moderna, sia per il modo in cui sa avvolgere il lettore e gli fa superare le oltre 500 pagine.
Gli elementi per un grande romanzo ci sono tutti in barba a chi non lo ha letto avendo il pregiudizio che si trattasse  solo di gossip.
Il libro ruota attorno ad un grande trauma mai risolto nonostante la terapia. Una sofferenza che Harry ci trasmette in ogni pagina del libro. Debolezza? No, allora siamo deboli tutti. 


Certo le famiglie disfunzionali sono tante come sono tante le persone che le vivono in maniera diversa.
Io e credo tanti altri lettori percepiscono questa sofferenza e la comprendono. Harry è una vittima come tanti. Ci identifichiamo in questo male di vivere, nell’incapacità di trovare un equilibrio. Nella vergogna di non farcela da soli anche se non viviamo in una reggia.
Immaginatevi crescere con queste fragilità in un mondo in cui la facciata deve essere perfetta e non sono permesse incertezze.
Immaginatevi di non poter nemmeno dire: ”non è vero” quando vengono pubblicate falsità su di voi.
Quando cercate di fare di tutto per riappropiarvi della vostra identità e non vi è permesso. Certo rimanere in quell’ambiente per guarire era impossibile.
Tante volte i terapeuti stessi allontano chi hanno in cura dalla famiglia.

Chi ne esce male da questo racconto? A parte William che però ha da parte sua la giustificazione di aver vissuto lo stesso trauma e la stampella di futuro re, Kate ne esce davvero male. E mi dispiace per il suo sorriso  dolce e anche birichino dei primi tempi.
Ne esce bene a mio avviso Carlo (quando non è con Camilla), anzi molto bene. Non me lo sarei aspettato, si percepisce l’amore di questo padre poco espansivo che  fa salti  con la sua indole/educazione per essere comunque un padre meglio ti tanti, aggiungerei io.


Meghan è la molla che ha fatto scattare  il protagonista, chiaramente idealizzata e resa perfetta attraverso gli occhi di un innamorato. Oggettivamente poco credibile in alcune affermazioni ma non importante per il significato del libro che è altro. Ognuno in questo romanzo può trovare qualcosa per sé.
Finirei riportanto la chiusura di Gramellini nell’articolo sul Corriere della Sera:
"Preso dunque atto della bella atmosfera che si respira in quelle stanze, ho finalmente compreso a che cosa serve la famiglia reale inglese. A rivalutare la nostra".


martedì 3 gennaio 2023

RESIDENZE PER ANZIANI ( prima del covid)

 

 


Mi è difficile parlare delle case di riposo come familiare. L’immaginario comune ritrae un nonnino recalcitrante spinto con varie lusinghe a “sistemarsi” servito e riverito in una stanza con finestra, con accanto i suoi ricordi, hobby preferiti e i parenti amorevolmente in visita.
Qui siamo al nord, dove le strutture sono riconosciute di buona qualità, ben lontane da certi servizi sui maltrattamenti che si vedono in tv, o letti invasi da formiche.
Però ci sono molti fattori per cui sconsiglio di portare il vostro caro:


1.    Il punteggio per entrare in una struttura pubblica con rette intere che si aggirano sui 2.500 € o ridotte 1500€ deve essere molto alto. Su questo punteggio incidono parecchio  le capacità cognitive (demenza) ecco che le persone che si trovano ricoverate sono al 90% non presenti mentalmente. Non ci sono nuclei che riuniscono tutte le persone  con ancora buone capacità intellettive. Gli ospiti  che potrebbero relazionarsi si ritrovano tra  ammalati, allettati, chi pettina bambole, chi impreca. Perché se c’è una cosa che ho appreso è che ognuno “esce dai binari” a modo suo.


2.    Le case di riposo sono dinosauri per tanti lati inamovibili. Le regole principali sono il rispetto delle regole. E’un meccanismo complesso che lascia poco spazio all’individualità.
Una volta entrato nella struttura l’ospite perde la sua identità: diventa parte di un ingranaggio. Per certi versi diventa proprietà della struttura e ogni tentativo da parte dei familiari di ingerenza nell’accudimento (malattie comprese) e nel portarne avanti le caratteristiche di vita preesistenti sono ostacolate.
Qualsiasi banale deviazione del meccanismo come far fare la piega capelli al proprio caro dall’altra parrucchiera della casa se una è in ferie diventa una montagna insuperabile, a cui bisogna rinunciare in partenza. 
Poi, si sa, molto dipende dalle persone che vi lavorano. C’è chi capisce, chi lascia correre, chi lo vede come un affronto e cerca in tutti i modi di allontanare il parente-familiare.
La macchina deve andare avanti.

3.    Le case di riposo sono adatte a chi non vuole o non può seguire il proprio caro. In tal caso ( e parlo per quelle del nord Italia) sarà garantito un buon accudimento (raramente ho trovato operatrici inefficienti) un servizio medico, pulizia. Sono un toccasana  per le famiglie che hanno i propri cari affetti da demenze gravi nelle quali ogni relazione anche quella più stretta si evapora.


4.    La casa di riposo è una struttura gerarchica dove le ambizioni dei “capi” si sfogano in ordini e regole che talvolta finiscono per schiacciare i principi.


5.    C’è una facciata di efficienza da mostrare. Allora ecco iniziative, manifestazioni, cerimonie. Però io non ne ho mai sentito l’anima di fondo. C’è molta organizzazione interna: l’anziano è sui depliant, sulle parole, sullo sfondo.


6.    Non ho percepito la struttura come una grande famiglia, nemmeno come una pensione, piuttosto come un collegio/caserma. La mia probabilmente era una aspirazione utopica. Una incoscienza. E’ anche vero che ci sono problemi di responsabilità, sicurezza, parametri economici che limitano una costruzione diversa.
In conclusione tenete il vostro caro a casa fin che potete, magari con una badante. Pensate al piano B. Poi se lo mettete in una casa di riposo siatene convinti e accettatene il sistema. E se avete il cuore instabile sarà fatto a pezzi.

 

l'articolo sopra è frutto di considerazioni personali  dovute alla mia esperienza in una struttura.  Altre esperienze possono divergere.

lunedì 26 settembre 2022

DI ANNO IN ANNO IN PUSTERIA




 

VAL PUSTERIA 
 

      La Val Pusteria è una valle che geograficamente va da Bressanone a Lienz in Austria.
E’ attraversata da una strada pianeggiante molto trafficata dalla quale si diramano valli verso nord (Austria) e verso sud. Le Dolomiti a nord spariscono per lasciare spazio ad un paesaggio più morbido, più tranquillo.
In questi ultimi anni mi sono ripromessa di scoprire e soggiornare in tutte quelle a nord. Vi racconto.
Il mio primo approccio è stato in Valle Aurina a Cadipietra per portare Taby in un hotel con piscine per cani (un regalo che le ho fatto)
Scoperta la zona ci sono tornata lo stesso anno in altro hotel con la famiglia e con taby (accettavano i cani).
L’hotel Griesfeld a S. Giovanni è modesto nella struttura ma il cibo, anche se di una sola scelta è ottimo. C’è una piscina per fare una nuotata e da là si possono raggiungere malghe e parchi avventura per bambini, famoso e con tanto di dinosauri quello di Klausberg prendendo la cabinovia da Cadipietra.

Hotel Griesfelf
Parco Klausberg - mappa

 

Urca, abbiamo lo stesso colore!


 

Taby in cabinovia a Cadipietra

  C’è poi la Bizat hutte con tanto di percorso delle streghe che convincerà a camminare con la sua magia anche i bambini più riottosi. Da lì io ho raggiunto la malga Holzeboden. Una scarpinata con Taby che mi aspettava in salita  alla curva successiva. L’impressione,una volta  arrivata , è di essere non in Italia ma in Austria. Addirittura in Germania: profondamente immersa e isolata in una cultura straniera.



 Bizat Hutte

 

 

 


 

La valle Aurina in se è un po’" tristerella" fino a che non si raggiunge la fine e il grande parcheggio di Casere. Da lì ci si ritrova immersi in un paesaggio d’alta montagna, con percorsi splendidi profondamenti legati alla natura. In valli aperte e boschi come valichi da superare.
E’ in uno di questi percorsi che abbiamo visto una mucca al pascolo precipitare dalla montagna subito dietro a noi, travolgere le marmotte, rimbalzare sulle rocce e morire sul sentiero. Massa enorme con un occhio agonizzante per una frazione di minuto. Ovviamente abbiamo dato l’allarme al primo rifugio e ci siamo resi conto che sarebbe bastato un minuto prima, due per essere travolti.


I migliori percorsi in Casere, Trentino-Alto Adige (Italia) | Wikiloc
mucche al pascolo a Casere


Altro anno, altra valle e parliamo della valle di Tures subito al di là della valle Aurina.
Ho prenotato a Riva di Tures dove la valle va a finire, piccolissimo borghetto con qualche casa, una chiesa, due, tre alberghi.
L’hotel prescelto Berger, è forse il migliore hotel in cui abbia soggiornato per rapporto qualità, prezzo.
Un hotel la cui facciata esterna è quella di una tipica casa- locanda  austriaca, l’interno invece è elegante e raffinato. Un contrasto inaspettato tra il luogo sperduto in mezzo ai monti e la raffinatezza dei salottini e dei terrazzi in cui prendere l’aperitivo o il tè pomeridiano accompagnato da frutta con  vista sui monti e la valle sottostante. Lo definirei un piccolo paradiso.

hotel Berger
Veduta dall'hotel

 

Un albergo in cui credo ritornerò periodicamente, gestito da una famiglia cordiale e riservata. Il gestore è un distinto politico altoatesino. Piscina e lettini per prendere il sole. Merenda con torte pomeridiana.
Passeggiate intorno più o meno facili. Famosa quella per raggiungere la malga Knuttelalm che è un rinomato ristorante oppure quella più impegnativa per raggiungere il rifugio Roma con Taby al seguito anzi davanti tentata di aggregarsi a gruppi dal passo più veloce del mio.

Una rinfrescata lungo il percorso

 

Rifugio Roma, finalmente

malga Knuttelalm


 Da fare in zona anche l’escursione alle cascate di Riva e non farsi perdere la discesa con la fly line.


L’anno successivo siamo pronti per un'altra valle: Anterselva. L’abergo scelto è il Vierbrunnenhof a Anterselva di mezzo. Paesaggisticamente la valle è molto bella soprattutto da Anterselva verso il passo Staller dove c’è il lago e la frontiera con l’Austria.
L’hotel è molto carino con piscina interna e casa wellness. Molto scenografica la sala da pranzo
circolare con vetrate che danno sul paese. Attualmente il piano terra è stato ristrutturato e reso più chic. Le portate sono buone anche se non abbondantissime ma si può sempre attingere al buffet di antipasti.
Siamo stati fortunati perché in quei giorni c’era la festa del paese e abbiamo potuto passeggiare tra suonatori di corni alpini e pentoloni di cibo della tradizione (strauben e dei pezzetti di carne arrostiti).

hotel Vierbrunnenhof
casetta per il wellness



 

L’hotel organizza passeggiate botaniche e alla propria malga con degustazione di canederli. Ad Anterselva di sotto la macelleria Steiner offre assaggi di speck con spiegazione del prodotto ad un costo limitato.
Imperdibili le Piramidi di Perca che si raggiungono dopo una breve passeggiata dal posteggio. Si tratta di rocce scavate dagli agenti atmosferici tipo i camini di fata della Cappadocia.
 

 

Piramidi di Perca

 

Ultima valle: valle di Casies: noi abbiano soggiornato a Planca di sotto,  piccolo paese con due alberghi: uno molto costoso e un tre stelle ben recensito, noi soggiorniamo in quest’ultimo: Hotel Waldheim.

Hotel Waldheim


Hotel molto pulito, cibo buono/medio in genere, un po’ inferiore ai precedenti. Famiglia che lo gestisce un po’ particolare. Se dovessi tornare in zona sceglierei come paesetto di soggiorno Tesido più soleggiato e decisamente più carino.
La valle è una tipica valle austriaca, morbida nel paesaggio. Finisce a Santa Maddadalena con un grande posteggio da cui partono numerose passeggiate, tra cui quella dello scoiattolo imperdibile per i bambini. In 1 ora e mezza  si raggiunge malga Kradorfer (ahimè molto affollata) ma con giochi, un ponte sull’acqua e una tenda indiana.

Vacanze escursionistiche in Val Pusteria › feldererhof.it
valle di Casies


 

Malga Kradorfer

Molto carino il percorso d’acqua kneipp Rudblach   e il parco faunistico Reierhof.

Vacanze escursionistiche a Tesido Plan de Corones in Alto Adige
Percorso d'acqua
Parco faunistico in Alto Adige - Agriturismo Reierhof
Reierhof- parco faunistico

 
A differenza delle altre valli la Valle di Casies è fitta di paesini che si ramificano ai lati della strada principale. Come già visto i più carini e autentici sono nella parte medio alta delle valle, a sinistra risalendola. Elenco i principali (a destra e soinistra): Monguelfo, Tesido, Colle,  Planca di sotto e di sopra, San martino, Santa Maddalena.

Le mie conclusioni: tenendo conto che dovrò approfondire con un altro soggiorno la valle di Casies, direi che il posto in cui la natura entra di prepotenza è senz'altro Casere in valle Aurina.

Ottimo come già detto per qualità, prezzo e posizione l'hotel Berger a Riva di Tures.


 








 

 

 

 

 

 

 



 

 



sabato 2 luglio 2022

A SHARM QUANDO NON HAI NIENTE DA FARE

 

Sei sola e guardi gli altri

 

...e alla sera poco prima che chiudano il ristorante arrivano loro, seguite da due gatti magri: le gemelle ciccione.

Sono vestite di bianco e uno pensa che siano come i pesci pulitori:

entrano e finiscono tutto. Nessuno ha mai avuto il coraggio di seguirle… ci si ritira come davanti ad una scena cruenta o imbarazzante.

Ma si immagina e non so cosa sia peggio.

Il ristorante è quasi chiuso, oltre l’ora. I gatti che qui sono tutti magri per il caldo, le affiancano come in un film di Fellini quasi a caccia di quella esibizione di cibo che inseguono.

Poi ci sono i corvi. Alla maniera  degli "Uccelli" di Hitchcok. Si fiondano ovunque ma prediligono la carne cruda.

Non il cotto.

Apri la porta della stanza e lo trovi (il corvo) sul davanzale che ti spia dall’occhio giallo.

Un pò ti intenerisci, dopotutto è un animale, una bestiolina piccola e a te piacciono tanto.

Gli offri un dattero, manco si avvicina. Resta in attesa. Di carne.

Speri che non sia la tua.

Poi ci sono le "ragnate" mid-age. Più giovani di te, sulla 50ina.

Sono riservate, asciutte, sobrie e tatuate. Che con l’età il tatuaggio è diventato monocolore..

Sono come imprigionate dentro una rete da pesca stretta. Ovviamente sono magre: sanno che grasse farebbero impressione. Costrette a vita in quel peso. Hanno figli ormai grandi: non so se si sono pentite.

Quelle che ho visto sono tedesche, razza strana. Così diversi tra loro, non li puoi catalogare.

Coppie italiane con bimbo che sono tutte in crisi. Con lui che cerca sempre di farsi perdonare. Mi sa che abbiamo preso il posto dei francesi…

Pontile ostacolato da egiziani: bambine e donne coperte e grosse. E’ quel grasso (per me) la dimostrazione del problema. Cibo, grasso, corpo. E’ innaturale. Soffocano sotto i loro tabarri.

In tutti i sensi.

Psicologia spicciola, in tutti i sensi.

 


 




FOTO DEL RESORT A TOWER BAY





lunedì 23 maggio 2022

IN BRETAGNA CON TABY - Si riprende a viaggiare

 

Les Roches - Le Pouldu
 

           Auray deliziosa cittadina del Morbihan ha dato inizio a questo viaggio.

Non è che siamo partiti da là, magari.

E’ che tre anni prima dello tzunami pandemia ci eravamo stati e in questa pittoresca cittadina tra ponti e case a graticcio, cani a passeggio con i padroni, ci ha travolto struggente il rimpianto di non esserci con lei, la nostra adorata cockerina Taby. Era rimorso per averla lasciata al pensionato? Forse, anche.

Ci siamo promessi e le abbiamo detto: "Taby tornerai qui con noi, assicurato".

La nostra promessa ha potuto essere mantenuta solo tre anni dopo. E’ stato il nostro primo viaggio non di vicinanza dopo il COVID e lo abbiamo fatto in macchina: 1600 km. Il cane nella stiva di un aereo soffre!

Come sempre il viaggio è partito da internet. Anzi da un’immagine (quella sopra) scorsa tra altre cento dopo aver digitato su google:

“Case Bretagna su scogliera”

Ci avevamo già provato a soggiornare in un hotel fronte mare battuto dai venti magari in una giornata tempestosa.

Alla “Emily Bronte” per capirci. E non ci eravamo mai riusciti. Poi appare sta casina: perfetta!

Dopo ricerche su innumerevoli siti riesco in inverno a trovarla libera una settimana dal 7 al 14 maggio

(stesso periodo della visita di tre anni prima) segue immediata prenotazione  tramite interhome.

Sito serio e affidabilissimo.

L’affitto per una settimana è 1.100€ ma il posto è unico e a mio avviso li vale. Cauzione che poi viene restituita di 350€. Costi supplementari per asciugamani, lenzuola , cane. Poca cosa.

Odiamo fare le valigie, non so voi ma io che amo i viaggi tantissimo, detesto a livello di fobia fare le valigie.

Comunque si parte, percorso verificato con google maps e ViaMichelin. Frejius o Monte bianco?

Si opta per il tunnel del Monte Bianco per fare la prima tappa ad Annecy.

Me l’aveva raccomanda Yvette incontrata in un altro viaggio:

“Non perderti Annecy”.

In effetti si tratta di una cittadina speciale dove c’è un po’ di tutto: lago, montagne, percorsi naturalistici. Centro storico medievale (affollato di turisti) che si dipana tra viuzze ponti botteghe artigiane e poi c’è lui: “Le palais de l’Ile" palazzo posizionato a mo’ di prua di una nave in mezzo al canale Thiou, dentro l’acqua.

 

 




Taby freme per tuffarsi



Annecy

Seconda tappa Vierzon in un Logis de France*  che accetta i cani.

Con i Logis si va un po’ a fortuna: a volte capiti bene, a volte meno. In questo caso le stanze sono in chalet, quattro per blocco. Pulizia così così, cibo da evitare. Ma per noi è sempre stato difficile cenare bene in Francia.

Si parte per Le Pouldu, Clohars- Carnoet, Finisterre. Destinazione finale.

Poco prima dell’arrivo ci telefona Pascal la persona che si occuperà di accoglierci.

Raggiungerla non è semplicissimo anche perché la casa è in un senso unico che dobbiamo prendere dal lato vietato. Ritelefono e Pascale mi dice che va bene, chi ci abita può prenderlo.

Arriviamo davanti al mare e la casa è lì quasi a sprofondarsi dentro, Pascale si sbraccia per salutarci.

L’ abitazione all’interno è una vetrina di panorami che danno su scogli, mare e arbusti. Piccola ma con tre stanze da letto. Unico neo il locale (loculo) wc veramente stretto: lo spazio del sanitario!

Prima passeggiata con Taby e prima cena con pizza da asporto.





Il giorno dopo pranzeremo a Le Pouldu che è anche un albergo con piatti di crostacei e sidro. 



Le Pouldu - porto

La mia guida preferita  Routard è sempre un valido appoggio. Mi sono iscritta anche a Visorando (sito internet) e ho scaricato le camminate della zona.

La  casa è a pochi metri da una passeggiata sulla scogliera molto frequentata che va avanti per chilometri e scende in spiagge  assolate per il periodo e frequentate soprattutto nei giorni festivi. C’è gente che prende il sole e fa  il bagno. Noi ci siamo limitati a passeggiare con Taby e guardarla che insegue le onde che schiumano a riva.








E adesso parliamo di ostriche. Quando l’ufficio turistico riapre mi danno alcuni indirizzi dove andarle a mangiare a prezzi contenuti: tavoli alla buona, pane nero, burro, limone e ostriche classiche o di Belon.

Dopo un primo assaggio allo Chateau de Belon, ci torniamo il giorno dopo con le idee più chiare. Ostriche  grandi e classiche.


Ostriche del tipo Belon

Clohars- Carnoet è il paesino vicino con più servizi. Due pasticcerie, un supermercato, una pescheria dove compriamo scampi ad un prezzo irrisorio e ci facciamo una pasta ricca all’italiana.

Ovunque siamo trattati con gentilezza e curiosità. Tanta curiosità. Di italiani ne vedono ben pochi là, perché siamo là? Arriviamo da Parigi? Che documenti abbiamo dovuto preparare? Che bella l’Italia: nessuno ci è stato ma tutti sperano di andarci.

Le delizie della zona (a parte i luoghi) sono: crema al burro salato, le palets bretoni (biscotti), il sidro



Per quest’ultimo ci affidiamo alla guida Routard dove ci fanno assaggiare in cantina i diversi tipi e optiamo per il Brut e il Blanc da portare a casa (cidrerie Au Pressoir du Belon).

L’interno della zona è di campagna con  selva e  boschi. Qualche pascolo.

Arriva il giorno di tornare a Auray da dove è partito questo viaggio. Stavolta la visitiamo con calma anche la parte nord, la più bella resta comunque quella già vista dopo il ponte sul Loch e dei suoi quattro archi in pietra. Ci facciamo immortalare in una foto e pranziamo sul dehors dell’Armorie affollato di turisti.


Port de Saint- Goustan, un invito al passeggio

 

Auray dall'alto

Auray zona alta

In questo viaggio ho capito che ci sono due tipi di lumache di mare e quelle che non mi piacciono sono le bulot.

Una sosta a Carnac, che un po’ ci delude.

Carnac- menhir di Menec

Poi ritorno in italia non per il Monte Bianco ma per il Frejus (sono entrambi a pagamento sui 50€). Soste a Vierzon e Bardonecchia.

 

 

*I Logis de france sono una catena di strutture generalmente 3 stelle con un buon rapporto qualità/prezzo.

  La guida cartacea dei Logis era richiedibile (tre anni fa) al sito e mi è stata inviata a casa gratuitamente.

 In Francia non è permesso ai cani l’ingresso in autogrill mentre in Italia sì.