sabato 17 ottobre 2026

IL CANTO DEL CIGNO: il libro del fratello di Diana per raccontare la sua verità


 

    E siamo a  Swan Song, il libro di Charles Spencer sulla sorella Diana, unica stella della recente monarchia inglese.

Il paragone con un altro libro, SPARE, del figlio Harry è inevitabile.

Cominciamo dalla prosa: molto più scorrevole quella di Spencer, più sentita. Direi più fluida, ti entra e ti avvolge senza che te ne accorga. Però  scivola via con la stessa leggerezza.

Ci ho riflettuto e le cose troppo fluide non ti scuotono. Quella di Spare ti costringe a considerare.

A  certi spigoli devi fare attenzione.

Non è che ci venga presentata una Diana diversa dall’immagine  che aveva avviluppato il mondo, così pregnante da impedirti di dimenticare,  il momento esatto in cui avevi saputo della sua morte.

Ho sentito persone anche ritenute estranee dirmi di non essersi più riprese dal “dolore” o comunque lo si voglia definire, della notizia della sua morte. Cosa era quel sentimento che sconvolgeva  persone distanti e riusciva a sentirla  così intima e vicina? Magia. Un fenomeno così credo non abbia precedenti.

Sono convinta che Diana non sapesse nemmeno di poter disporre di così tanto potere.

Il libro è un elogio alla sorella, vorrebbe esserlo. In realtà ci mostra anche crepe sulla sua personalità. Come quando pur odiando la matrigna, è uscita a braccetto con lei al funerale del padre: tutto a favore della stampa. Giochi che aveva imparato.

Oppure quando al telefono, per mettere fretta al fratello  in merito alla disponibilità  della casa di Althorpe, si è annunciata come la principessa del Galles.

Althorpe House - casa di Diana

Il fratello parla di una infanzia vissuta come aristocratici di alto livello stravolta quando la madre li aveva lasciati dopo la separazione dal padre.

Contrariamente a quanto sostenuto nel libro credo che la ferita di Diana sia stata molto  profonda.

Lo so per esperienza che il bisogno di aiutare gli altri e soccorrerli serve a lenire un dolore proprio.

Non è un equilibrio: è un deficit.

Diana era una bambina con scarsi risultati scolastici, non riusciva a stare ferma, a prestare attenzione. E questo stride con l’immagine dei suoi occhi bassi come un agnello che va al macello.

 


 

Diana era una bambina poco preparata agli intrighi , credeva nelle favole. Nessuno l’aveva informata sulle regole e principi della monarchia. Eppure la storia di Carlo con Camilla era conosciuta da tutti.

Ma a 19 anni si crede ancora alla magia, nella forza assoluta del bambino.

La sua famiglia poteva metterla in guardia.

Carlo ha cercato di farglielo capire.

La famiglia reale se ne è “strafregata”.

Il disturbo alimentare nella sua famiglia era già conosciuto in quanto aveva colpito anche la sorella Sarah.

Consiglio di vedere il film “Spencer” perché in un’atmosfera decisamente cupa trasmette l’angoscia, la solitudine, l’ipocrisia di quell’ ambiente.


 

Il problema di Diana che traspare dal libro è che non si è mai rassegnata a rinunciare alla favola. Si era incaponita con Carlo, il bisogno di vincere su quell’affetto era un pareggiare i conti. Morali, psicologici.

 

Succede a molti e il risultato è rovinoso per chi crede di poter cambiare gli altri.

Anche gli amori successivi colmavano questo bisogno di ricompensa, di essere amata. Di qualcuno che dimostrasse “forza” per stare con lei.

Il chirurgo pakistano era doppiamente desiderato anche per il suo lavoro di “aiuto”: chi meglio di una persona che aiutava gli altri avrebbe potuto aiutare lei?

Dal libro ne escono una Anna e una Margareth arroganti e poco empatiche.

Tutto il libro, a mio avviso, è un preambolo e una cornice per quello che Spencer ritiene la sua creazione migliore: il discorso funebre.

Ed è in effetti una buona orazione.


Il suo libro è un bisogno di pareggiare i conti con la monarchia. E’ un veleno trattenuto per anni contro aspetti della tradizione monarchica che sono “sopra”.

Carlo che telefona per comunicare la morte della ex moglie come se avesse ricevuto una diagnosi favorevole. Ci credo? Sì.

Carlo che sbraita che Diana sarebbe stata dimenticata presto. Ci credo? Sì.

Credo che ancora adesso la Monarchia inglese non abbia il polso della figura di Diana.

Loro si credono lo scalino più alto, come potevano pensare che sopra ci potesse stare qualcun altro?

 Diana arrivò a preparare un balletto a sorpresa per Carlo: Lui ne fu disgustato 


Carlo esce molto male da questo libro e di conseguenza Camilla.

Se penso a Carlo moralmente mi raffiguro una persona venuta storta. La sua infanzia e giovinezza, gli anni formativi, sono stati diseducativi. Poco amorevoli.

Su una cosa non ha ceduto: diventare re e Camilla.

La famiglia reale con la figura di Diana e non solo con la sua morte ha ricevuto un colpo duro. 

Si è formata una crepa insanabile.

I bambini messi a scudo dietro il feretro della madre a difesa della monarchia senza rispetto per la loro psiche, emozioni, protezione mentale la dice lunga. Su Carlo, Harry e William.

 

Charles Spencer ha rivangato tutto. Forse ce n’era bisogno.

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