domenica 3 novembre 2019

LE "CIOFECHE" CONSIGLIATE

foto tramite Google immagini


  Il primo prodotto "ciofeca" acquistato  è stato anche la prima delusione, sto parlando del blush in crema di Urban Decay nel colore crush. Veniva definito dalla youtuber come un blush per le spose, su di me faceva effetto avvinazzata couperosica. Terribile. Delusione anche perché l’avevo fatto arrivare dall’America ed era costoso.

Secondo prodotto, più che un prodotto è un aggeggio che per un periodo era pubblicizzato da tutti. Oggi non più perché la gente ha capito che non funziona tranne per le youtuber che avevano ricevuto un regalo/compenso per promuoverlo e parlo del roller scholl velvet soft roll per i talloni. Adatto solo alle ragazzine con pelle morbida. Sui miei talloni un po’ crostosi in estate era il “nulla”. 30 Euro buttati al vento.



Solare minerale Skinceutical sheer UV defense, costosissimo. Peccato che solo dopo averlo comprato la youtuber che l’aveva pubblicizzato abbia dichiarato di essersi sbagliata ed elencato i difetti: pastoso e bianco di un colore gesso mummia importabile, tranne prima di entrare in acqua al mare sperando che almeno lì sia utile per fare  barriera.




Cerave latte corpo idratante dopo bagno (non il barattolo in crema ma quello col dispenser). Anche questo adatto  alle ventenni non con pelle secca. Perché su una pelle matura non idrata per niente e speri di recuperare i soldi spesi spalmandolo solo sulle braccia.

Gocce viso anti age dopo sole sun secret della Korff. Reclamizzate dalla youtuber come “ti riparo tutti i danni che il sole ti ha fatto oggi, anzi di più” su di me sono risultate come qualsiasi altra cremina, solo che queste costano molto di più (adesso le vedo ribassate ma siamo fuori stagione).

Fondotinta siero The ordinary. La youtuber diceva di adoperarlo sempre. Tutta l’estate. E poi costa poco, è vero. Però bisogna farlo arrivare dall’estero e non trovi il colore giusto ed…è una tintura. Acquoso e coprente/finto come un foglio di plastica appoggiato sopra il viso.

Lo so, i blush in crema per me sono una grossa tentazione. Ecco che se trovo una youtuber che dice meraviglie di uno della Shiseido, in più di un  tutorial, io cedo. Parlo del Blush in crema minimalist n. 7 che su di me non azzecca e poi tende a fare i pallini e ad arrotolarsi col prodotto che metti sopra. NO.



Bronzer in polvere  creme Max factor. Duro da prelevare. Poco burroso. Colore un po’ bruciato.


Ci sono certe youtuber da cui devo star lontana, nel senso che i prodotti consigliati da loro su di  me sono “inutili”. Poi bisogna anche diffidare di chi recensisce troppi prodotti, nel senso che bisogna chiedersi da dove vengono (i prodotti).  E come campano ‘ste persone?
Il mondo della bellezza è invasivo, fa leva su vuoti e carenze individuali. Studiamo accuratamente la youtuber perché quando quest’ultima comincia a monetizzare si passa dal consigliato al raccomandato.


Aggiornamento su ultime "ciofeche":
- Clinique eyeliner  in Brown (non scrive) il colore è nocciola;
-matita gel occhi  tanto decantata di Marc Jacobs in hearthquake morbida tanto che cola (si fissa? ma dove? sulla palpebra inferiore)
- Stila ombretto glitter in Kitten Karma così decantato e ricercato che ci sono caduta. Gli occhi si riempiono di glitter che si rincorrono sul viso. Forse con una colla glitter...
E questi sono 60 euro buttati al vento. Risparmiateli.

mercoledì 18 settembre 2019

VIRGEN, I COLORI ADDOSSO





Virgen - Neuwirt


       Virgen è un paese austriaco del Tirolo orientale (osttirol) nel cuore di una bella valle esposta al sole che da Matrei  va a morire a Hinterblichl fra cascate, torrenti e corsi d’acqua.
E’ un luogo che abbiamo scoperto per caso, tramite conoscenti che in seguito non abbiamo più visto. Noi, che già avevamo passato qualche vacanza tra le montagne austriache, abbiamo capito di aver trovato una perla.

Questo paese è di un candore paesaggistico che sgomenta.
I colori a Virgen hanno qualcosa di abbagliante. E’ come essere dietro un obiettivo sovraesposto. Devi allontanarti dal verde che ti salta letteralmente addosso. Non so cosa sia. Se un fenomeno ottico, o l’aria particolarmente rarefatta o la posizione. Ma ti ritrovi  dentro il bosco di una fiaba .
La prima cosa che ho fatto appena arrivata più di venti anni fa, è stata  correre al supermercato per comperare dei fogli da disegno e colori. Quelli che avevano più verdi. Verde bottiglia. Verde erba. Verde pisello. Verde mela. Verde bosco. Mi sono seduta sul terrazzo e ho cominciato a colorare. Il verde mi era entrato dentro, mi aveva riempito e aveva cominciato a traboccare.

Ogni giorno l’aria era nuova e sapeva di buono. E io mi ritrovavo a parlare da sola.
I primi anni  era stupore puro quando uscivo per la spesa e vedevo il Neuwirt.  Poi in discesa costeggiando l’abbeveratoio spingevo la pesante porta del panificio ed era sempre un profumo di cannella e di mele che mi accoglieva. E  strudel di ricotta che si chiamano “topfel”.  Krafen dorati e gonfi (che non fanno più). Dolci di frutta. Torte di zenzero e nocciole. E   “semmel” panini tondi, friabili e leggeri da farcire per le camminate.
Semmel - Rosette tirolesi

Virgen è viva anche se essendo nel Tirolo ha un duro cuore  tradizionale. Riesce ad andare nel futuro ben ancorata al passato (anzi più oggi che venti anni fa). I primi tempi era facile incontrare persone anziane  in  abiti tirolesi e la banda del paese riuniva vecchi e giovani per le feste estive.
Virgen è un alternarsi di prati fioriti e prati falciati che digradano verso il fiume. Macchie di mucche  pezzate che pascolano accompagnate dal suono antico dei campanacci. Lunghe stradine, severamente non carrozzabili, che si snodano in salita. Ed a ogni curva c’è una panchina che si apre su questo incredibile scenario di  prati falciati, campanili, montagne, cielo.
Il fiume Isel è impetuoso, spumoso, torrentizio.
Le sue sono acque di ghiacciaio che scendono in tante cascate e rivoli dalla valle in fondo. Che profumano l’aria e riempiono i prati di parnassie bianche e  gigli di monte




Fiume Isel

A Virgen oggi come oggi “noi si va” per raccogliere funghi.
Avendo già fatto più di una volta tutte le passeggiate adeguate alle nostre capacità, quasi ogni giorno andiamo a visitare il bosco.
I più ambiti sono i porcini e dipende dalla ”buttata” però galletti e finferli non mancano mai.
Il regolamento del posto permette di andare a giorni alterni con una raccolta di 1 kg. a testa.
Poi se  ne troviamo  di più meglio non esibirli perché concordo con un vecchio detto:


I tedeschi amano gli italiani ma non li rispettano;
- Gli italiani rispettano i tedeschi ma non li amano;



E questo è un principio che ho avuto modo di appurare personalmente perché i tedeschi ti baciano e sono cordiali ma sono pronti a tagliarti fuori appena non rispetti qualche regola alla quale  pensi che magari, qualche volta si possa ovviare.
Ho amato con trasporto questo paese, in modo diverso da Grea, quello della mia infanzia. Mi sono iscritta ad un corso di tedesco serale e l’ho frequentato per alcuni anni. Adesso se devo esprimermi faccio un mix di  inglese/tedesco. Bisognerebbe che ripassassi la lingua ogni anno prima di partire. Lo farò.
Nel paese i cani non sono amati. Credo siano comunque difficili da gestire nei mesi invernali. Gli unici cani che ho visto sono quelli dei turisti.
Mentre i nostri supermercati sono colmi di cibo per animali, là gli scaffali sono ridotti ad una marca e poco più.
Per cui con Taby l’idilliaco paesino austriaco ha mostrato le sue asperità.
La lascio libera nei boschi perché lei mi segue sempre e non si allontana mai. Ma devo fare attenzione che non faccia i suoi bisogni sui prati e che la sua cacca sia depositata solo nei punti di raccolta.
La felicità di vederla scorrazzare libera compensa il disagio.
Nei supermercati del posto si trova di tutto, deliziose le spare ribs, sottili costine di maiale marinate.




Schilpfkrafen

Nei ristoranti con il tempo abbiamo imparato a scegliere piatti che si avvicinano al nostro gusto come gli schlipfkrafen, ravioli di patate o il tiroler grostl, patate arrostite con speck, carne, uova.
Di Virgen mi è rimasto il ricordo dell’escursione al rifugio Zupalsee, dove due anziane signore del posto in abiti tradizionali si sono avviate con passo esperto lungo la scenografica passeggiata in costa, chiacchierando sorridenti e prendendo il tempo. Fermandosi per la sosta su una panchina come da noi si va a passeggiare con le amiche in centro.


Zupalsee Hutte




domenica 15 settembre 2019

venerdì 14 giugno 2019

GOLFO DI MORBIHAN E CASTELLI DELLA LOIRA

foto Google immagini


     “Sai ci sono voli low cost per l’Europa veramente convenienti che partono dalla città. " Ho detto a mio marito.
Che so,  per Bordeaux per esempio, che non abbiamo mai visto, non ci sono i castelli della Loira là vicino?”
Ed è così che è partita l’idea di questo viaggio. I castelli della Loira.
Che poi la città più comoda per raggiungerli non è Bordeaux ma Parigi o Nantes che vola da Venezia con Volotea che è pur sempre una low cost.
Chissà perché nel mio immaginario i castelli della Loira stavano nel centro ovest della Francia.
Così a gennaio comincio a programmare il viaggio da fare in maggio. Una settimana: voli Venezia – Nantes.
Li acquisto ad un prezzo basso: 60 euro a persona andata e ritorno + 50 euro per il bagaglio. E’ comunque una buona tariffa, che si abbasserà ulteriormente più avanti per una offerta.
Sì, d’accordo i castelli, ma a noi piace molto anche la natura, il paesaggio, le ostriche. Non ci piacciono invece le città. Scartata Nantes.
Scrivo al forum di Tripadvisor che consiglia la Bretagna del sud. Un’ora di macchina da Nantes e si arriva sul golfo del Morbihan. Ci sono fotografie di insenature e barchette e maree e casette. E ostriche.
Decidiamo quindi di suddividere il viaggio in questa maniera: 4 notti a Vannes e 3 notti ad Amboise per vedere i castelli.
Ordino subito la guida Routard del Golfo del Morbihan (c’è solo in francese). Per i castelli si trova tanto materiale in internet.
A Vannes la guida consiglia una chambre d’hotes in una casa d’epoca con tanto di piscina esterna riscaldata, appena sotto le mura: Maison de la Garenne che contatto tramite mail, O. K. confermata.
Ad Amboise un po’, tanti,  consigliano l’hotel-ristorante la Breche, che fa parte dei logis de france. Una serie di piccoli hotel che offrono cucina regionale e buona ospitalità alberghiera. Si può richiedere i  cataloghi gratuiti direttamente all’associazione e arrivano  per posta in maniera sorprendentemente veloce.
All’hotel la Breche chiediamo la mezza pensione e siamo un po’ titubanti per qualche recensione un po’ controversa. La loro politica di cancellazione è rigida.
Per l’auto adoperiamo un intermediario on line della Budget.
Consiglio invece di fare tutto direttamente con la compagnia perché pur avendo sottoscritto la polizza casco in caso di incidente avremmo dovuto  anticipare la spesa del danno.
Qualche problema con il check in on line Volotea perché per scegliere i posti nell’aereo devi  prima spuntare che non li vuoi.
Nei miei viaggi parto sempre con i programmi fatti giorno per giorno, ristoranti dove cenare compresi e talvolta anche dove fare spuntini tipici, in questo caso tappe da ostricoltori.
A Nantes abbiamo la fortuna di trovare una impiegata del noleggio che parla un italiano perfetto e ci dà un’ auto con navigatore (ci domandiamo sempre come si faceva una volta con le cartine stradali).
Maison De la Garenne
Arrivare a Vannes è semplice e veloce, un po’ meno trovare Maison de la Garenne. Dopo tre giri attorno alla zona riusciamo a prendere la stradina a senso unico che porta alla villa.
Ad accoglierci la proprietaria molto gentile che ci dà un sacco di indicazioni in merito ai ristoranti per le cene: è molto educata, discreta e cordiale.
Il giorno dopo prevede la scoperta della costa sud del golfo.
Raggiungiamo in un attimo Sarzeau dove c’è in corso il mercato settimanale. Tanti banchi di pesce e frutta e verdura. Qualche banco di  impermeabili gialli da marinaio con l’interno bianco e blu. I prezzi sono decisamente più elevati che da noi su tutto.
Facciamo una bella passeggiata per raggiungere il porto ma siamo fuori stagione, gli appartamenti sono quasi tutti chiusi, così come i locali per pranzare.


Prendiamo l’auto e raggiungiamo Séné dove troviamo aperta La Belle d’Ilur , ferme di ostricoltori con tavolini in riva al mare e  una saletta interna. Ovviamente ostriche (ce le sgusciano davanti) ma anche gamberetti e vongole crude. Poi vongole al forno con salsa  bourguignonne. Il tutto accompagnato da pane , burro, vino muscadet e sidro.
Adesso vi spiego il sapore delle ostriche: mangiare il mare. Io direi così. La prima che assaggi è stupore puro. Un gusto inaspettato ma ricco e raffinato al tempo stesso. La quarta e quinta diventano un po’ stuccose, ma la prima…
Vannes è una bella cittadina medioevale cintata da mura  con il porto protetto dal golfo del Morbihan.
Una cittadina calda quando c’è il sole e che in periodo turistico credo sia molto frequentata. Molto suggestivo il centro storico, soprattutto verso sera quando si accendono le luci sulle case a graticcio.


Vannes - centro storico


Galettes Bretoni
    Il mercoledì sulla piazza si tiene il mercato che è strapieno di frutta e verdura. Fragole e ciliegie. Menta e erba cipollina. E poi caramello al burro salato (mou in crema) che viene messo dappertutto, squisite le crepes farcite e il tiramisù Bretone.
Non ci facciamo mancare les galettes,  sottili crespelle al grano saraceno riempite di formaggio uova prosciutto patate e tutto quello che ci può stare dentro.

Il secondo giorno ci imbarchiamo per l’isola aux moines (la guida ne parla bene) da port Blanc, neanche il tempo di salire e c’è da scendere. L’isola si percorre a piedi o in bicicletta. Noi ne noleggiamo due convinti di poter fare il sentiero costiero che invece è solo pedonale, per cui dovremo stare sulla strada principale che è faticosa (un continuo saliscendi) e  il mare si vede solo a tratti. Pedaliamo tra erbe alte e ville molto belle chiuse in attesa dell’estate. Anche qui ci fermiamo in una ferme di ostricoltori (etablissement Martin) più rustica di quella precedente: alcuni tavolini in un prato e nel menù ostriche. Stop.
Ci imbarchiamo per il ritorno un po’ delusi. Forse le guide non hanno poi sempre ragione.
Il terzo giorno è dedicato alla visita di quello che è stato votato dai francesi come il più bel villaggio di Francia: Rochefort en terre.
Siamo fuori stagione e l’ampio posteggio all’ingresso del paese è deserto, qualche coppia di anziani turisti.
Il paese è crudo, deserto, spoglio: pietre grigie un po’ desolate e noi  in cerca di fiori alle finestre e sui balconi che non ci sono. Sarà che ci aspettavamo un paesino come Beauvron en Auge ma ce ne andiamo con l’amaro in bocca.
Rochefort en terre






Beauvron en Auge
Auray






Il pomeriggio visitiamo  Auray, deliziosa con il suo porticciolo e le coppie di turisti  che passeggiano con il cane. Sento la nostalgia di Taby. Mi fermo a comperarle una pallina da gioco per quando torno.








Il giorno dopo si parte per i castelli, direzione: Amboise.





Il suo castello è un bel colpo d’occhio, così come le stradine che si intrecciano intorno già colme di turisti e dolci che sono un attentato alla dieta.





L’hotel La Breche è carino, il personale un po’ sulle sue. La cena alla francese.
Il primo castello che visiteremo è Chambord. Grande, prendiamo le audioguide,  un po’ disturbano in quanto sei sempre alla ricerca sul tablet della sala in cui stai così finisce che ti perdi l’atmosfera e l’insieme.
Visto dalle cartoline la costruzione nelle linee esterne mi ha ricordato i templi di Angkor wat. Anche se parliamo di due architetture completamente diverse. Interessante la scala a chiocciola su progetto di Leonardo da Vinci.

                                                                                                                                             
Castello Chambord











Templi di Angkor wat
Il giorno successivo visitiamo il castello di Chenonceau (detto delle dame perché furono delle donne a farne la storia) sopra il fiume Cher. Imponente la galleria che corre sul ponte. Ben conservate le sale, parzialmente arredate. Al termine della visita la guida consiglia una sosta all’Orangerie oggi trasformata in ristorante allocato sulle sale originali. Chiediamo un posto nella sala interna occupata a metà e ordiniamo un piatto di formaggi misti e un dolce per ciascuno (4 portate per 2). Poco dopo arriva la direttrice di sala alterata dicendo che non si può andare in un tal ristorante e prendere così poco.
Siamo rimasti basiti, sul momento non sapevamo se dovevamo ordinare dell’altro o che.
Poi abbiamo riflettuto che abbiamo girato il mondo e una scena così scortese non l’avevamo mai vissuta.
Abbiamo pagato il conto di 60 Euro e abbiamo fatto le nostre rimostranze, anche per iscritto una volta tornati in Italia. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta.


Orangerie di Chenonceau


L’ultimo giorno abbiamo visitato il castello di Ussè, che si dice abbia ispirato Perrault  per la Bella Addormentata nel bosco.
La bellezza del castello si coglie soprattutto all’esterno, con le torri merlate fiabesche, il cortile, i giardini.

Castelle di Ussè


Alla sera riconsegna dell’auto e volo di rientro. In conclusione direi che si è trattato di un tour tranquillo in linea con la nostra età. Vannes è stata una gradevole scoperta. Peccato per quanto accaduto all' Orangerie di Chenonceau: la spocchia, il sentirsi superiori non favorisce certo il turismo, ancora meno l'indifferenza di chi ha ricevuto la segnalazione.
Ciao a tutti.

giovedì 2 maggio 2019

OMICIDIO VANNINI: UN COLPO D'ARIA




    L’uccisione di Marco Vannini, ragazzo ventenne figlio unico in una famiglia unita è un caso che mi ha colpito molto. Forse tra i casi di cronaca quello che mi ha colpito di più.
Ho seguito tutti i servizi televisivi di cui ero a conoscenza per avere informazioni sui fatti. Alla ricerca di quella anomalia dalla normalità che ti fa dire: ecco la motivazione, dunque  non succederà più.
Ormai sono passati quattro anni dall’accaduto, ci sono stati due gradi di giudizio. E se la prima condanna aveva un senso per i comune mortali (non certamente per i genitori, ma quale severità di condanna avrebbe senso per lenire la loro perdita?) la seconda lascia esterrefatti.
Di questi giorni il servizio fatto dalla trasmissione “Le Iene” che ho perso ma ho visto “Un giorno in pretura” che ha il merito di aver dato consequenzialità ai fatti e aver raccolto  le testimonianze processuali della difesa e dell’accusa. Ho avuto risposte (ovviamente quelle rilasciate) sui tanti perché che mi ero posta e sul succedersi dei fatti di quella sera.
Ecco quello che ho recepito:

- Antonio Ciontoli è un uomo che si nasconde dietro un lavoro “di prestigio” essendo ben consapevole della pochezza del suo ruolo (fa l’amministrativo) Avrà certamente un buon stipendio e sarà cosciente della fortuna avuta che vuole tenersi ben stretta a costo di tutto. Anche  della morte di un ragazzo.
Antonio sa di aver sparato, non riesco a capire che pensava di fare tergiversando e ritardando i soccorsi. Nei film gialli il colpito che vuole evitare l'ospedale va sempre a farsi curare da un medico “smedicato”, di solito ubriacone che finisce col salvarlo.
Stento anche a credere che avesse potuto perdere il posto di lavoro. Certo avrebbe perso smalto di fronte agli altri. Nessuno gli ha fatto la domanda (a lui che dice di aver amato Marco come un  figlo): “Ma se fosse stato uno dei tuoi figli ad essere colpito, ti saresti comportato allo stesso modo?”
E che ha detto Marco dopo essere stato colpito? Non avrà chiesto di essere portato in ospedale?
Ho visto Antonio nelle varie testimonianze col rosario in mano. Non l’ho mai visto manifestare dolore e disperazione per aver lasciato agonizzare un ragazzo un’ora e mezza, tra urla , svenimenti, indifeso.
D’accordo, lui non voleva uccidere di proposito, ma lasciare il ragazzo tra sofferenze e supplizi lo avvicina ad un torturatore.

- Martina, la fidanzata. Ragazza dal carattere forte, tiene testa all’avvocato dell’accusa con fermezza. Da parte mia credo che in quel bagno fosse presente anche lei.
Colpisce dell’intercettazione nella sala d’attesa della questura il suo immediato sostegno al padre.
Non si è immedesimata nelle ore di dolore di Marco. Povero ragazzo, un fine vita atroce e lei commenta: “Era destino”.

- Federico e Viola, il fratello di Martina e la fidanzata. Mi sembrano i più umani, i meno colpevoli.
Anche se  la mamma di Marco riteneva che a sparare potesse essere stato proprio lui per  la sua posizione in famiglia.
Federico ha chiamato il 118, ha cercato di intervenire ad alcune discussioni televisive, ha letto una lettera nel processo d’appello.

- La signora Ciontoli (come fa di nome?) è quella che si è defilata. Tranne quando l’abbiamo sentita andare dai vicini di casa per cercare di manipolarli su quanto era accaduto. Credo sia la giusta moglie di suo marito.

- L’avvocato dell’accusa è debole. Nella trasmissione vista sembrava poco incisivo. Molti "lasciamo perdere", qualche gaffe. Non adeguato a mio avviso ad un processo così difficile.

- L’avvocato della difesa: agguerrito e capace.

 Roberta Petruzzelli, conduttrice della puntata "Un giorno in pretura" conclude con questa frase:
"…Crediamo anche che il troppo clamore spinge tutti a radicalizzare il proprio convincimento e non contribuisce a fare giustizia".
Forse in parte è vero però la Giustizia non dovrebbe farsi influenzare. E dare cinque anni ad un uomo che ha lasciato morire un ragazzo senza dargli alcun aiuto, minuto dopo minuto di strazio davanti agli occhi e lui a parlare di colpo d'aria, pettine a punta, spavento,  capelli da asciugare,  non è  una pena severa.
Perché prima viene la vita umana, poi tutto il resto a cui ognuno è libero di credere.

martedì 2 aprile 2019

MAKE UP YOUTUBERS ITALIANE: QUALI E CHE COSA



Eurikioba e Basic Gaia


    Le youtubers di  make up italiane oggi sono numerose. La maggior parte sono  giovani ma si vede anche qualche over 40 e poi c’è lei, allegra52, che fai dei tutorial un po’ naif, un po’ svagati, un po’ vuoti.
E’ comunque una persona di tutto rispetto proprio perché dimostra tenacia, ostinazione e mostra la sua faccia a dispetto di chi vorrebbe “sul banco” persone giovani. Oddio, non c’è molto da imparare da lei, io la seguivo ancora dai tempi in cui stava a Shangai e mi affascinava l’idea di questa italiana da anni in Cina in un periodo di sviluppo economico dirompente, nel mondo spietato degli affari.

Se su google si fa questa ricerca:
Youtubers italiane di make up più seguite, oltre a Clio con circa 500.000 iscritti, troviamo:

- CherylPandemonium
- Marta Cerreto
- LaCindina
- KissAndMakeup01- Nicole Husel
- Makeup Delight ovvero Giuliana
- Osservatrice scaltra
- Basic Gaia
- Eurikioba

Ma a me piacciono molto anche le emergenti Like a candy shop e ilmondodiFranci. Non mi piace invece Giulia Cova che in pratica ad ogni video “spatafascia” sul banco quintalate di make up anche costosi di cui inevitabilmente parla benissimo (tranne rari casi). Non so, scusate, ma a me sembra non chiara la cosa, magari il suo lavoro è proprio la “provatrice” di prodotti…
Non mi piace nemmeno Giulia Bencich che è tanto garbata e carina ma, cavolo,  si trucca malissimo: faccia priva di tridimensionalità e polverosa, sopracciglia troppo calcate, scure e disegnate col righello occhi molto particolari che lei non sa valorizzare e impiastriccia di nero  spesso con enormi ciglia finte.
So che  ha fatto l’accademia di  make up e che lei si piace così  ma si fa fatica a seguire una da cui dovresti imparare e che si propone con questo aspetto.
Ci sono anche dei ragazzi, alcuni  simpatici come Giovanni Zummo, però sarò antiquata ma i maschi truccati da drag queen a me disturbano e non è una questione di razzismo. Forse è culturale: devo ancora abituarmi.
Seguire le youtubers fa inevitabilmente venir voglia di acquistare prodotti.  I consigli che posso dare in questo caso sono:

- Seguire le youtubers che hanno il nostro colore di pelle, che hanno il nostro tipo di pelle. Anzi che un po’ ci assomigliano nelle scelte dei colori e nel look.
- Aggiungerei anche di seguire quelle vicine alla nostra età anche se viene più facile seguire le giovani. (sarà  perché ci si vede sempre ragazzi).
Ho comprato molti prodotti usati/raccomandati dalle youtubers e ho preso anche delle cantonate.
Una l’ho presa con il blush in crema consigliato ormai tanti anni fa da Clio della Urban Decay colore rush.
A me stava malissimo, mi dava un look da avvinazzata couperosica anche se ne stendevo pochissimo.
Altro flop il blush in mousse (acquistato di recente) di Shiseido consigliato da ilmondodifranci nel colore 08. Su di me era cupo e soprattutto la texture si impallinava, un po’ come i bioccoli sui maglioni di lana.
Un flop è stato anche il correttore di Lancome effacerne long tenue colore 15 (estremamente chiaro anche per una latticina). Forse il correttore è anche buono, ma non è possibile che il range colori sia di quattro/cinque qui in Italia mentre in USA è di una ventina. Dopotutto si tratta di un brand Europeo.
Non mi ha convinto nemmeno il bronzer creme di max factor  che io ho preso nel colore più chiaro ma tende troppo al giallo.
Di mio ho sbagliato a prendere la matita labbra di Charlotte Tibury , Pillow Talk: osannata ovunque per me non vale i soldi che costa. Meglio le matite di puro bio.
Una ciofeca enorme per un periodo pubblicizzata da tutte è stato il leviga talloni del dott. Sholl: soldi buttati, adatto alle ragazzine con poche/nessuna callosità. Su di me è inutile.

Non riesco a capire come alcune youtubers  abbiano avuto tanto successo tranne il fatto che si presentano con la solita faccina carina e qualche aggiustatina plastica.



Non parliamo poi di Carlita dolce che ha costruito sul trash la sua fama. Del tipo: guardo il  video per vedere fin dove può arrivare.



Resto comunque dell’idea che ad attirare followers è soprattutto la personalità, quella che riesce a superare il vetro del video.
L’unica youtubers di cui mi fido molto per il momento è la coreana SSIN. I prodotti che ho acquistato consigliati da lei non mi hanno mai deluso.
Un consiglio che posso dare è diffidare dei prodotti provati per la prima volta nei tutorial.
Piuttosto fidarsi di quelli che vengono usati dalle ragazze per un trucco speciale, per un risultato preciso. Insomma quelli che adoperano (si suppone) quando non sono davanti al video.
E adesso finiamo parlando dei prodotti consigliati nei tutorial che una volta comprati mi hanno soddisfatta:

Holliwood fawless filter di Charlotte tilbury – youtuber  Ilmondodifranci e tante altre
- Bronzer Becca                                                                    idem
- Illuminante in crema Anastasia B.H. liquid glow              idem
- Bronzer e illuminante I heart revolution                            like a candy shop
Lip gloss Neve Cosmetics  Sunrise with Sea Monster       idem
- Correttori Max Factor  master Touch                                 cliomakeup
- Primer ciglia aritaum  idol real lash fixer                           SSIN
- Matita occhi Aritaum  idol e BBIA gel                              idem
- Matita sopracciglia Nature Repubblic micro slim              idem
- Matite labbra puro bio                                                         tante





 
 

sabato 19 gennaio 2019

PRODOTTI COREANI: TIRIAMO LE SOMME




Maschere viso in tessuto
       Sono stata travolta dai prodotti coreani dopo aver conosciuto  Ponymakeup.
Chi come me ha la passione del “trucco” sa che i prodotti usati nei tutorial sono una tentazione irresistibile se si vuol riprodurre il risultato del video. Quasi a credere che un prodotto simile che abbiamo in casa non funzionerebbe allo stesso modo.
Se poi i prodotti adoperati hanno anche un costo basso il gioco è fatto.
Le linee del make up coreano sono leggere, i colori quasi tutti sul rosa, l’eyeliner è nascosto sotto le ciglia superiori e una spruzzata di shimmer perla od oro sotto quelle inferiori.
Un po’ di blush sulle guance albicocca tenue o rosa, un rossetto solo sulla parte centrale della bocca, quasi a renderla più piccola.
Ma in realtà i trattamenti sono numerosi. C’è sempre un primer, dei correttori, degli illuminanti di base. Poi fondotinta leggero e correttore.
Ma siccome un tutorial tira l’altro, dopo ponymakeup è arrivato Ivan lam un ragazzo coreano che oltre al make up si occupa di skin care. Le sue dritte sui prodotti consigliati hanno contribuito al mio acquisto su ebay dei prodotti che  recensiva.
Mi sono rivolta ad ebay perché è più facile digitare il nome del prodotto, accertarsi che sia in Corea ed acquistare senza spese di spedizione.
I prodotti sono sempre arrivati tutti. Anche se:



-          I prodotti coreani hanno dei packaging scarsi. Nel senso che le plastiche  si spezzano.

-          Talune matite si seccano facilmente;

-          I correttori  da me acquistati tendevano al grigio.

-          Gli ombretti sono lontani anni luce dalla scrivenza dei nostri.

-          I Fondi non li ho mai acquistati, ma le persone asiatiche hanno un colore di pelle differente dal nostro per cui  credo  che i colori non siano adatti.


Tra tutti i prodotti acquistati si salvano le matite occhi, che loro adoperano tanto, per cui sono indelebili, non bruciano, hanno tante gradazioni di marrone da far sposare con il colore degli occhi.
Per quanto riguarda la cura del viso  (vedi anche i video di Ghotamista) i  prodotti coreani seguono dei principi diversi dai nostri. Sostanzialmente dopo una doppia detersione, c’è un toner o un’essenza applicata anche più volte. Poi un principio attivo, acido ialuronico e un olio.
Non mancano i peeling viso fisici o chimici e una protezione solare sempre molto alta: le ragazze fanno di tutto per sbiancare la pelle e diventare come noi occidentali.
Per cui si possono trovare delle buone creme solari. La chicca di tutta la procedura è la maschera viso idratante in tessuto da lasciare in posa per una mezz’ora.
Le maschere da me acquistate erano tutte buone anche se ho apprezzato:


Mizon Enjoy Vital UP Time hydrating mask
By Wishtrend Natural Vitamin 21.5 Enhancing Sheet Mask Natural Vitamin


Dopo un po’ mi è arrivato il timore che i prodotti acquistati su ebay potessero essere dei tarocchi
delle marche coreane. E anche se il prezzo era in linea con gli originali non ho più acquistato  a cuor leggero.
Allora mi sono iscritta ad un famoso shop  on line (Yes Style) ma è molto facile che il loro  pacco venga bloccato alla dogana, perché  sull’oggetto dell’invio scrivono" cosmetici" che è come dire:
ispezione certa (15€). No,  Yes Style non accetta  di scrivere altro per cui…
Mi sono trovata bene con la skin care coreana? Preciso che ho acquistato solo prodotti recensiti anche negli USA e in Inghilterra più che bene,  per cui sì.
Oltretutto in Corea vendono i sample, i campioncini generalmente in pacchettini da minimo 10, per cui si ha la possibilità di provare un prodotto senza spendere soldi per qualcosa che può con l'uso non andare bene .



Skin care coreana

Prodotti acquistati che devo ancora adoperare



      Adesso vi dico i migliori (per me ovviamente) per la skin care:

- Crema contorno occhi per occhiaie: CHICA Y CHICO Nude Fantasy Whitening Cream
- Crema notte al miele: COSRX  Ultimate Nourishing Honey Overnight Mask (valida soprattutto in estate)
- Crema alla ceramide: Dr.Jart+ Ceramidin Cream 15ml Nutrient Enriched Cream
- Struccante: Rohto Hadalabo Gokujyun Super Hyaluronic Acid Moisturizing Face Cleansing Foam che io adopero come secondo step dopo  The Face Shop Rice Water Bright Cleansing Rich Oil
- Gocce viso ai peptidi: KLAIRS New Midnight Blue Youth Activating Drop  Anti-aging Serum

Fra i prodotti make up:



3- matita sopracciglia Nature Repubblic 6- blush liquido Tony Moly  7-tinta labbra  8- ombretto crema micro glitter Misha  9 -palette Ponymakeup - 10 ombretto Etude BK 802 perfetto per sfumatura occhi nascosti

- Hightlighter: TONYMOLY Spoiler Mini Strobing Cushion (5)
- Mascara:  Innisfree Skinny Microcara (2) -
- Primer mascara: ARITAUM IDOL Real Lash Fixer (1) della stessa casa ottima la matita gel occhi-4

Prodotti per capelli: SKINFOOD Applemango Volume Essence Mist (spray volumizzante)


Tirando le somme, come succede nella vita ho ridimensionato il mio entusiasmo e come makeup, tranne le matite, credo che non comprerò più niente.
Per la skin care comprerò ancora dopo essermi ben accertata che il prodotto sia originale.
Stavo dimenticando questo tonico: Hanskin Real Complexion Hyaluron Skin Essence  molto idratante e rimpolpante.
Continuo ancora a seguire i video di pony che  negli ultimi tempi ne fa uscire pochi e poi ho scoperto SSIN che non è la sigla di una mutua santaria è una tutorialist coreana sorprendente. Una forza della natura. Un maschiaccio che sa trasformarsi in una gattina seducente. Lei lavora anche con molti prodotti europei e americani, fa recensioni mono brand e i suoi consigli per gli acquisti sono fedeli e spassionati.
Seguitela.
SSIN maschiaccio
SSIN gattina