giovedì 28 maggio 2020

POVERI ITALIANI

Sulla Linea di partenza




        Siamo come sospesi sulla linea di partenza. Pronti al via per ritrovare quella normalità che ci è stata sottratta. Non vediamo l’ora di andare a gironzolare dentro un negozio di abbigliamento, di entrare in un bar, di andare al ristorante.
Io voglio credere a un Coronavirus depotenziato, che ha allentato la presa  sazio e stanco. Manco voglio pensare che potrebbe tornare, ad una nuova ondata. Dopo tutto la SARS è durata solo 100 giorni. Poi stop, senza vaccino con il solo distanziamento. O.K: metterò la mascherina. Farò la fila nei negozi. Però il caldo si porterà via tutto, protezioni comprese.
Torneremo alla nostra vita senza grossi cambiamenti. Né più buoni, né più cattivi. Il coronavirus non avrà prodotto alcun mutamento. Anzi la privazione a mio avviso avrà inasprito gli animi, i silenzi con se stessi avranno acuito i rancori, e i peggiori (animi) saranno quelli con le bandiere dell’Italia esposte fuori casa. Quelli che colgono l’occasione per ripulirsi l’animo.
Torneremo alla normalità, i morti alle spalle. I problemi da risolvere.
Che a mio avviso saranno meno di quelli che profetizzano i media.

mercoledì 15 aprile 2020

POVERA ITALIA (un mese di coronavirus)

Modello di Coronavirus


      A distanza di un mese dalla chiusura in casa per coronavirus continuo a pensare che l’epidemia stia soprattutto in televisione. Dopo i primi tempi in cui 24 ore su 24 i media davano notizie in diretta sempre più allarmanti e la successione/processione di esperti consigliava , relazionava, si ingarbugliava oggi la gente comincia a stancarsi. L’allarmismo scende così come sembrerebbe la curva di contagi.
Una cosa bisogna dire che qui in Veneto  questa epidemia non è proprio la peste del Manzoni.
IL sole fuori spinge la gente a occuparsi del giardino e per fortuna  stiamo tutti bene. Niente parenti ammalati, né conoscenti stretti.
Se non fosse per le restrizioni sempre più pressanti, per le file fuori dei supermercati, per le strade vuote più che un paese in quarantena sembrerebbe un day after.
Non si può correre da soli nei prati anche se ci dicono che l’aria disperde la concentrazione del virus e il movimento rafforza le difese.
Ma lo sa Zaia che nel campo dietro casa se raramente incontro qualcuno già in lontananza ci si mette su rotte distanziate?
I “regolanti” quelli che non usano la testa ma solo le regole nel modo più ristretto gridano all’untore se vedono in giro una mamma con bambino o se al supermercato qualcuno si dimentica di mettere i guanti.
Si comincia a pensare di organizzare questa quarantena in modo diverso.Il governatore corre dietro ad una chiusura parossistica per dimostrare che lui i numeri li tiene sotto controllo.
Fontana,  faccia triste  post traumatica, subisce le critiche.
Di non aver salvaguardato all’inizio i medici mandati in prima linea senza protezione, di aver riaperto a poche ore dal primo caso  l’ospedale di Alzano lombardo. Di non aver allertato i sanitari ad inizio febbraio sul virus che sarebbe arrivato nei pronto soccorsi. Tanto che  a Codogno il primo tampone è stato fatto dopo il secondo ingresso del paziente. Di non capire perchè la Lambordia è così infetta: insomma l’anomalia di una regione appesantisce la situazione  di tutto lo stato.
E le youtuber che seguo piangono dall’estero quando parlano dell’Italia come fosse Kao lak all’indomani dello Tsunami e per giustizia mi verrebbe da ribattere che qui, nella mia provincia, regione non è proprio così. Niente morti per le strade, solo tutti a comprare l’ultimo pezzetto di lievito di birra: per fare che? Il pane.
Clio make up fugge in lacrime da New york e allora guardiamo agli americani con occhi diversi.
Insomma l’America è buona quando ci si va per far soldi ma diventa terrorizzante quando c’è bisogno di solidarietà.
La protezione civile continua a dare i numeri alle sei. Che ahimè non sono proprio confortanti. Si aspetta il calo, il picco (c’è stato?). Poi scenderà ma la vediamo una cosa lunga, che non possiamo permetterci. Per tanti motivi, non solo quello economico. La mamma in casa di riposo piange perché non vado a trovarla. Penso che se non sarà contagiata dal coronavirus, si ammalerà di solitudine, di senso di abbandono e anche questo è da mettere in conto.

L’Europa dapprima ci considera una palla al piede. Un po’ come un parente povero che ha sempre chiesto ma adesso che  sono in difficoltà anche loro si danno la precedenza.
Poi ci considerano cicale mafiose, mangia soldi a sperpero  senza  struttura portante.
Noi cerchiamo degli stratagemmi per essere riconsiderati. Come chi non si rassegna al rifiuto di un “fidanzato” che l’ha lasciato.
Il mio pensiero è che dopo il 3 aprile dovremmo cominciare a riaprire con cautela per età, per zone, per lavoro. La Cina aveva trincerato Wu han, ma tutto il resto del paese era produttivo.
Intanto aspettiamo.
La curva si stabilizza, scende leggermente e tutti pensano al seguito, a riaprire.
Come dopo un bombardamento si cominciano a fare i conti e a dare colpe.
Le case di riposo lombarde sono state un'ecatombe: nei tempi dell’emergenza e del collasso si è deciso che potevano essere le ultime. Nel parossismo di quei momenti degenti positivi e negativi  nella stessa struttura blindata hanno preso fuoco (si fa per dire). E i morti sono stati fatti uscire di notte , nei camion militari. Operatrici senza tampone e mascherine sono state mandate a sparpagliare virus e a privare gli anziani dei propri cari negli ultimi momenti. Non era dai parenti che le RSA si dovevano difendere ma dalla carenza di ausili, da scelte che si stanno valutando.

Camion militari che trasportano le salme

Anche da noi ogni giorno si proclamava che si sarebbe proceduto ai tamponi a tappeto negli ospedali e nelle RSA. Peccato che si sia provveduto solo in questi giorni.
Le beghe politiche ritornano, così pure la democrazia.
La prossima settimana riaprirà qualcosa, speriamo.

domenica 22 marzo 2020

POVERO CONTE (fase iniziale epidemia da coronavirus)






     Povero Presidente del Consiglio, criticato aspramente i primi giorni del contagio:

"...attenti all’economia, che hai fatto ? Porti l’Italia sul baratro (come se non fosse abituata a starci!) Troppo allarmismo per quattro malati e alcune voci di specialisti, ti sei buttato a capofitto  a spaventare gli italiani! Incosciente! Già stavamo appena  risollevandoci e tu con il tuo maglioncino che ti precipiti in tutte le trasmissioni della domenica! Che pensano i mercati?"


Giletti e Giannini dalla Gruber, il primo a dire: tanto rumore per poco più di una influenza, il secondo indignato e incredulo per un comportamento del premier in preda (secondo lui) ad un eccesso di emozioni.





E così per qualche giorno si fa un po’ di retromarcia. Non tanta. L’unico che resiste è Sgarbi. Ma lui resiste sempre, anche adesso che a Bergamo  i morti non sanno più dove metterli.
Il coronavirus sta soprattutto in televisione. Perché diciamolo il vicino della porta accanto è sempre lo stesso rompicoglioni, con le sue manie e senza un colpo di tosse.
I bambini sono a casa e non ti baciano più, i genitori (tuoi) sono in casa di riposo e gli parli con skype e whatsapp.
Poveri cristi quando ti vedono sullo schermo del cellulare  dicono:
“Ma come sei presa? Ti potevi almeno pettinare!”
Le mamme restano sempre le mamme: vogliono un figlio bello da mostrare.
Conte ogni due giorni fa un decreto, prima chiudono le scuole, poi il lavoro e i negozi, poi cerca di chiudere le persone. A casa.
Per qualche giorno ci stanno poi si stancheranno. Ci sentiamo anche tanto  italiani. Nella disgrazia, nell’indifferenza dell’Europa con la sua puzza sotto il naso.
Ci alleiamo tutti sotto lo stesso torto: il tailleur Chanel di Christine Lagarde, il suo capello grigio leccato, la sua altezzosità. Già.


Christine Lagarde


Conte compare meno, interventi secchi. Parla il Presidente della Repubblica e su lui non c’è nessuno che ha da ridire.
Parlano gli specialisti: ogni trasmissione ne ha di nuovi e più titolati. Ognuno ha il suo preferito. Io aspetto la Capua, la virologa, non miss Italia.
Poi si comincia a dare i numeri. Alle sei. La curva cresce, arrivano i cinesi.
Ci stanno simpatici ‘sti cinesi anche se fino un mese fa era caccia a chi voleva tornare a Prato (però per cortesia smettetela di catturare e macellare pipistrelli).
I presidenti delle regioni dicono  che si fa troppo e poi che si fa troppo poco.
Fontana viene bistrattato perché va sui social con la mascherina… ma era ancora il tempo in cui l’Italia voleva non allarmare. Ce l’avessimo adesso una mascherina da mostrare!
Il nord va a fondo, i napoletani cantano sui balconi e scoprono un farmaco che funziona. Io non avevo dubbi.
Conte aumenta il consenso con grande preoccupazione di Salvini. Ci piace (Conte) perché è l’Italia che sa essere.
E’ il riscatto dell’Italiano "caciaroso" che sbraita e chiede aiuto. E’ il De Falco che tutti vorremmo essere. L’altra faccia rispettabile di questo paese che sventola la bandiera e si organizza.



mercoledì 11 marzo 2020

TRA PRIMER E FILOSOFIA

   
    Fino a qualche anno fa non esistevano, a dire il vero  un sacco di prodotti  non esisteva.
 Adesso il make up ha aperto la porta ai primer: cremine che si mettono sotto il fondotinta. Servono a illuminare,  rendere i pori meno evidenti, a idratare, a fissare quello che ci sta sopra.
Parentesi che sento necessaria: non è che se mi metto il primer non leggo libri. Proprio no. Il mondo , le persone sono diverse e complesse e inaspettate e imprevedibili. Una mistura tra frivolezze e impegno. Ecco perché non credo agli psicologi. Poverini:  hanno creato una laura sulla "sconoscenza".
In che cosa sei laureato? In tutto ciò che non si sa sulla mente umana. Che è tanto, tutto.
E dunque che lavoro fai? Mi arrabatto, vado a intuito, faccio danni. Prendo cantonate colossali.
Ma questo è un discorso legato al post precedente.
Dunque, primer: Funzionano? Ma anche sì, un po’. Più degli psicologi (e rieccoci!)
Quelli da mettere sulla palpebre ( primer) a mio avviso sono soldi sprecati. Un buon correttore leggero che uniformi è più che indicato.
Vi dico quelli che ho:
 
Erborian pink perfect
                                                                                                 Becca first light priming filter


Benefit pore professional
                                            Revlon colorstay prep & protect pimer
                                                                 Clarins lisse minute



Io per la mia pelle (colore), per la mia età preferisco il  Becca.
Il peggiore nel mio caso è l’erborian: come lo metto si forma una pellicola tipo quella per alimenti sul viso. Mi si squama la pelle in alcuni punti. Bah, ma perché ‘sto brand è tanto osannato?
Il benefit, sì,  può essere che livelli i pori, è che i miei non sono troppo evidenti. Il lisse minute l’ho acquistato perché raccomandato da Cliomakeup  come primer del correttore (lei dice di metterlo anche sopra). Il Revlon? Consigliato da Hotand flashy a sua volta considerata da tutti.
Il primer coccola il nostro under eyes e la parte centrale del viso.
Avete mai visto qualcuno che lo mette ai lati?
Sopra le occhiaie è un prodotto che  funziona. Aspettando un po’ che  assciughi,  il correttore poi si stende meglio, fa meno pieghette. Dicono di metterne  poco, è siliconico per lo più. Il fatto è che lo mettiamo alla fine, sopra la skin care per cui il “danno” è limitato. Penso che butterò l’Erborian. Ingombro inutile.

lunedì 17 febbraio 2020

I COSMETICI CI SALVERANNO




   C’era una vecchia canzone il cui ritornello diceva più o meno:
“…mamma, tu compri soltanto profumi per te”.
Povera donna, chissà quanto frustrata era, diremo adesso.  Negli anni del pre-guerra  intriso di povertà e in cui i ruoli sacrificali osannati dal  fascismo stavano nell’aria, i belletti erano concessi alle sole ragazze da marito che si ritrovavano  alle feste di paese.
Oggi quello che dico io,  donna sessantenne con inclinazione all’introspezione è:
“I cosmetici ci salveranno”.
Perché ci salveranno le nostre passioni, andare fuori dai clichè, dai ruoli imposti, dai pregiudizi.
I modelli del passato sono obsoleti, stantii, superati.
Abbiamo tutte un computer davanti e se ce l’abbiamo possiamo davvero essere tutto.
Quando ho difficoltà da superare, frustrazioni da mandar giù, rabbie (che arrivano, sappiate, a qualsiasi età) io penso al rossetto laccato che ho ordinato dall’Inghilterra, alla perfetta matita occhi della korea, al tonico al bambù, che giuro aggiunge forza alla mia pelle e alla mia persona. Perché per trovarlo ho studiato, cercato, confrontato e poi l’ho ordinato on line. Tutto da sola, è mio. Mi arricchisce.
Le proprie passioni sono noi stessi* e nessuna è da svalutare. Essere informati, comprendere un video in inglese, studiare gli ingredienti, cercare l’offerta è la mia inclinazione e quella di tante altre.
Poi c’è chi si innamora dei neutrini,  ma vi assicuro che è lo stesso.
E’ una conquista questa? No è una evoluzione naturale. I cosmetici non sono frivolezza, sono parte di me e io “mi voglio bene”.
A me i cosmetici non servono per apparire ma per essere. I miei anni voglio tenermeli ben stretti. Tutti in salute con un aspetto curato. Ma ogni blush in crema, bellissimo e tattile nella sua confezione, nel suo colore , nella sua texture è una piccola opera d’arte.
Poter mettere il mascara marrone che non sbava, che proprio non sbava sui miei occhi stretti è come alzare le vele sul veliero in bottiglia.
Ci salveranno le piccole passioni, le curiosità, gli hobby. Ci salveranno gli acquisti inutili, il fondotinta di cui non abbiamo bisogno. Però quando lo indosseremo, lui (fondotinta) parlerà di noi.


* forse la frase non è corretta ma esprime in questa forma il mio pensiero

mercoledì 5 febbraio 2020

SCELGO TRA... correttori



   
CORRETTORI




   Se apro il cassetto dei cosmetici la scatola dei correttori trabocca. Tubetti e stick invadono il vicinato.
Magari una volta li elencherò tutti, i migliori e i peggiori, tenendo conto che sono stati acquistati per me, pelle secca e matura. Ne avrò una ventina. Uno mai aperto. Ho rincorso i migliori, i più consigliati un po’ da tutte le youtuber, inseguendo il sacro graal. Lo spianatutto.
Le occhiaie sono sempre state il mio cruccio fin da quando avevo 13 anni. Sono occhiaie  fisiologiche dovute a occhi infossati e incappucciati. Che però adoro (gli occhi).
                                                                         


Adesso con l’età sono arrivate anche un po’ di borse. Avrei sempre voluto qualcuno che mi spiegasse per benino cosa fare nel mio caso. Il colore del correttore, la texture. E poi il colore del concealer, quello che si mette sopra il corrector. C’è chi lo mette più chiaro della propria pelle, chi uguale. Chi lo mette sul rosato, chi sul giallino. Boh! Giuro, non ho trovato nessuno che mi chiarisse la cosa.
Una volta si usavano quelli a rossetto più pastosi e pertanto considerati più coprenti oggi vanno i liquidi leggeri e più assorbibili.
Così vado a prove, a consigli di youtuber che seguo.
 Una recente scoperta è stata pamperedwolf,  youtuber inglese non più giovanissima che fa tutorial talvolta  con la mamma e che si occupa di trucchi e skincare per pelli mature.
Vi linko un video su come correggere le occhiaie la cui tecnica secondo me fa funzionare qualsiasi correttore.

Il video è in inglese che  non comprendo bene però ho capito lo stesso  vedendo tutti i passaggi cardine.
Andiamo ai miei tre correttori preferiti:*

Wicon cover bomb in 02 light neutral, correttore dalla texture quasi elastica. Copre e non segna.
Max factor mastertouch correttore in penna in Ivory, sottilissimo. Non copre molto e poca quantità (2 gr.)
Makeup Revolution Conceal & Hydrate concealer in 02-03. Correttore coprente ma non pesante.


da sin. Wycon, Max Factor, Make up Revolution

La mia scelta ricade su… Wicon cover bomb.

* ottimo correttore anche il cakeless Boing di Benefit.

Alla prossima.


sabato 28 dicembre 2019

BENEDETTI SILICONI!

Siliconi e petrolati sono davvero dannosi?

  Con gli anni sono passata da una skin care con detersione, creme di profumeria viso  e contorno occhi,  a qualcosa di più specifico.
Forum on line di appassionate di cosmetici che seguivo demonizzavano le creme che adoperavo in quanto piene di siliconi e paraffina.
Allora anch’io ho cominciato a rivolgermi a creme di farmacia prive di siliconi ma più ricche di principi attivi.
Per un anno, due, forse tre  su consiglio anche della dermatologa ho proceduto con esfolianti al glicolico, vitamina c (quest’ultima davvero una grossa scoperta) cremine  contorno occhi “naturali ”ed emollienti.
Risultati? Bah, forse meglio prima, sta di fatto che prima ero anche più giovane.
La crociata delle forumine anti siliconi e petrolati era diventata una campagna vera e propria e chi si azzardava a sostenere almeno parzialmente la loro innocuità/utilità era additato e provocava sollevazione popolare (si fa per dire). Ma io nel mio piccolo pensavo che forse essere estremisti non è mai un bene.
Più che nel mio piccolo si trattava della mia pelle e qualcosa non andava. Rughe come la buccia di una mela avvizzita si erano formate in un posto strano, sotto lo zigomo, nella guancia.
Qualsiasi crema grassa mettessi non era sufficiente, era come mettere un pastone che non penetrava nella pelle, stava là seduto. E la mia pelle continuava a “patire”.
Una di voi (Dana68…) ha ribattuto in un post che i petrolati sono idratanti per la pelle secca, addirittura consigliati da dermatologi in caso di ustioni. Ovviamente è stata attaccata. Però io con la pelle molto secca da sempre mi sentivo di darle ragione.
Mettersi petrolio sul viso, come sosteneva qualcuno, su di me funziona.
In qualche video di youtube ho visto riapparire la mia stupenda crema contorno occhi di Shiseido Benefiance. Basta grinze da fisarmonica vicino al solco lacrimale! Io stavo ancora aspettando. Stavo aspettando il risultato che avrei dovuto vedere dopo anni di creme “pulite” contro l’effimero immediato stiraggio delle creme  con siliconi e petrolati.
Purtroppo nel mio caso il risultato non è mai arrivato. Sono giunta alla conclusione che gli anni passati senza mettere quelle "schifezze" sulla pelle  abbiano accelerato l’invecchiamento.
Saranno state anche creme con petrolati e siliconi  però impedivano l’evaporazione dell’acqua e dei principi attivi.
Ecco che ho ricomprato l’emulsione concentrata di Shiseido da mettere come ultimo step nel viso prima del solare. Poi sulla toilette della mia camera sono tornati due oli che giuro quando li mettevo la sera nel periodo pre-purista  al mattino la mia pelle allo specchio faceva: Uhauu!


-Neovadiol Magistral Elixir di Vichy
-Clarins double serum (costa tanto ma li vale)


Certo il tempo e le conoscenze mi hanno fatto aggiungere ialuronico, vitamina c, peptidi, enzima q 10. Ma sono tornati nella mia skin care i siliconi e i petrolati. Che sigillano il tutto e la mia pelle sta recuperando. Alla grande.
Per la mia esperienza, per la mia pelle questa è la giusta routine. Se fosse stata grassa o mista o facile ai comedoni o acneica, non sarebbe stato lo stesso.
Però se avete come me una pelle molto secca e matura, i siliconi e i petrolati teneteli ben stretti.
Vi linko il video di una signora italiana che fa tutorial di cura della pelle su youtube: si tiene sempre molto informata su divulgazioni scientifiche e  ha la mia stessa opinione.  Preciso che il suo video l’ho visto da poco, quando già avevo tratto le mie conclusioni. Certo sentire una che la pensa uguale mi ha confortato. Spero di essere d’aiuto a chi si trova nel momento in cui mi sono trovata io anni fa.





Daniela ha un canale youtube: Pelle matura.