domenica 27 agosto 2023

MAKEUP YOUTUBERS STRANIERE OGGI

 




                                                  Allie Glines e  KellyGooch

  

Shelby Wilson e Kaky review


                                                                       Amanda z

Dopo Pony makeup, coreana, 6 milioni di iscritti, credo la più grande tra quelle che ho seguito

(i suoi video più spettacolari li ha ritirati da youtube e li ha resi privati )

Questo il mio post

Pony make up- spettacolo assoluto

e dopo l’inglese Pampered Wolf che ho abbandonato un po’ alla volta (pelle e colori troppo chiari per me e poi mi annoiava) queste sotto sono entrate nella top list delle straniere che seguo:

Al primo posto c’è Allie Glines, americana, diventata mamma da poco. Notevole è il cambiamento della sua immagine prima e dopo il trucco, restando comunque non pesante ed elegante. Lei ha i miei stessi colori per cui anche sui fondotinta posso scegliere il numero del suo colore che segnala sempre  dettagliatamente sotto i video. Fa molti tutorial di trucchi, quello che le nostra ragazze di youtube fanno sempre meno. Ha un numero di 823.000  iscritti . E’ pacata e accogliente. A mio avviso usa un pò troppa cipria. Ma chi sono io per muovere critiche?


La sua playlist è tutta rivolta al make up: review, favoriti, drugstore e lusso. Ma soprattutto trucchi su se stessa.

Shelby Wilson, USA, 280.000 iscritti, bei capelli e un taglio occhi all’ingiù come i miei. Pelle secca, anche se non sembra. Di lei mi piacciono l’apparecchio per raddrizzare i denti (non so se lo porta ancora) e il viso fanciullesco.  Vi linko uno dei suoi ultimi tutorial  (mi è piaciuto tanto)



KellyGooch 135.000 iscritti, statunitentense,ragazza dal viso tondeggiante e pulito no trucchi vamp, colori discreti  Lei nasce come reginetta di bellezza anche se sa mostrarsi struccata.



Colori  simili ai miei ma più caldi. pelle secca. Palylist destinata soprattutto al makeup, no: "Cosa mangio in un giorno". Espressione un pizzico  furbetta ma non guasta.

Jamie Paige ragazza famosissima canadese 500.000 iscritti. Ha lineamenti molto diversi dai miei, si è rifatta magistralmente il naso lasciandolo esattamente com’era solo più piccolo: un capolavoro. Un po’ come l’attrice Blake Lively.



Appassionata e si vede e forse è proprio per questo che la seguo anche se saltuariamente. Fa belle recensioni sul medesimo tipo di prodotto di brand diversi con tanto di voti e tabella. Insomma il suo lavoro lo fa.

Amanda Z 95.000 iscritti una ragazza d’altri tempi, (la più giovane credo) carina, acqua e sapone. Una gran fan del trucco naturale e semplice. Uno sbrilluccichio sugli occhi. Una miniera di informazioni sui blush. Aspetto decisamente francese.



Kackye review statunitense 86.000 iscritti. Forse la meno carina, occhi infossati e vicini a cui lei non fa caso. Sono  caratteristiche che  non corregge. Testa un numero enorme di prodotti . Vi faccio un esempio: se volete comprare un blush in crema o un bronzer guardate i suoi video perché lei si spiaccica in fila sul viso a mo' di capo indiano tutte le gradazioni e brand e alla fine con la comparazione la scelta risulta più facile. Anche perchè traspare corposita, lucentezza della texture.

Poi se avete bisogno di skin care coreana, tipo sunscreen, mist, cure capelli, matite occhi io vado assolutamente da lei  SSIN 1,46 milioni di iscritti è simpatica e esuberante  seria e scrupolosa. Mi fido ciecamente. Poche volte non sono stata soddisfatta. Il make up coreano è un makeup che si accompagna ai miei gusti e alla forma del mio viso e occhi.

Anche le francesi fanno video interessanti ma mi ritrovo ad abbandonarle dopo un po'.

Vi riporto qua sotto alcune immagini di video fatti da chi negli anni ho considerato la migliore Pony makeup:











martedì 1 agosto 2023

DAI MONTI SIBILLINI AL GRAN SASSO

 

Gran Sasso

       Stavolta si cambia. Il marito quasi mi accusa di non aver mai voluto visitare gli Appennini.
Manco sai i nomi , mi dice. Neanche lui a dire il vero li sa. Fa un po' di confusione. Mi parla di monti che si delineano come il Tibet. Sibillini, Gran sasso, Maiella, quali sono?
Piano, aspetta che do un occhio e lui scompare fino al momento della partenza.
Partiamo un po' fuori del nostro solito periodo. Dalla metà di luglio, col caldo, mah!
Due tappe dopo aver chiesto consiglio nel forum di tripadvisor. 4 + 4 giorni.

Marchigiano16, esperto delle Marche, dice di fare tappa a Sarnano che è ai piedi dei Sibillini, per l' Abruzzo ci viene consigliata Assergi  dove parte la funivia per il Gran Sasso.
Il più è fatto. Adesso le sistemazioni,  che vogliamo comode con due letti , c'è anche il cane. Vero Taby?
A Sarnano la ricerca è più difficile. Quattro giorni quando potresti dare la stanza a chi si ferma una settimana? Alla fine ci confermano in un agriturismo "Noi terra di Magie" . 

Ad Assergi prenotiamo un appartamentino con colazione: "Il Parco". Ci preoccupa la vista dell'autostrada che passa vicino. Ma dai, che vuoi, è una fotografia...
La strada è lunga, più di cinque ore. All'arrivo ceneremo nell'agriturismo del soggiorno che è vegetariano. Fa caldo. La strada sterrata per arrivare al casolare ci era stato detto fosse impervia. Allarmismo? No. Lo sterrato è lungo, stretto, disconnesso, in salita e inselvatichito. Tempeste di tafani a zone si abbattono sull'auto, noi felici di aver i finestrini ben chiusi.
Arrivati e accolti da Stefano, il gestore.
Siamo in collina, tre casolari ristrutturati in armonia con l'ambiente, tanti fiori, un cane che fa amicizia con Taby. Il locale che ci viene dato è composto da due camere e un bagno. La luce fa fatica ad entrare per le poche finestre /aperture e non c'è condizionatore. Sarà una costante di questo viaggio e di queste zone: anche all'Aquila che ceneremo in un bel locale niente aria condizionata, né ventilatori. Solo ventagli per chi ha avuto l'accortezza di  portarseli dietro.
Sarnano è un bel paesetto con della gente cordiale e gentile anche se Amandola ci piace di più.
Maritozzo al bar, sotto i portici  davanti le bancarelle del mercato settimanale e un caldo che ti inchioda alla sedia.
Una anguria per favore. Ci offrono anche il melone.
Quattro chiacchiere giusto per il piacere. Poi si torna al nostro eremo e ogni metro di quei due chilometri di sterrato è un traguardo. I tafani in agguato nei soliti punti: una sfida.
Oggi facciamo le Gole dell'Infernaccio. Una goduria per Taby . No, ma un cane che ama così tanto l'acqua e non teme la corrente, il freddo, la profondità e nuota come se fosse il suo destino. Ma dove lo trovi? Neanche i cani da salvataggio...





                                                  

Chi lo sapeva che questa è  zona da tartufi? In tutte le stagioni poi e allora ecco tagliatelle, ravioli, crostini con le scaglie del prezioso tubero. Ceneremo alle "Clarisse" e alla "Trattoria Marchigiana" da noi preferita dopo aver fatto l'escursione  alle "Cascate perdute " tre punti di Sarnano in mezzo ai boschi dove le cascate fanno giochi, salti e pozze sulla roccia. Taby nuota tra i turisti che la riprendono. Cane prodigio anfibio.

 


Cascate Perdute

                                      
                                                  

Oggi si lascia Sarnano, i tafani e le frasche che nascondono l'orizzonte e si va ad Assergi. Ciao strada non ti rimpiangiamo. Anzi temiamo che sarà difficile per i gestori lassù portare avanti l'attività con le piogge di novembre, la neve d' inverno, le pietraie in salita. La piscina chiusa.
I Sibillini sono sullo sfondo. Non ci siamo mai entrati. I paesi non li attraversano. Sembra che niente li attraversi. Solo uno sfondo brullo da cartolina. Magari  qualcuno ci riuscirà in un clima diverso, si inerpicherà nel nulla dopo chilometri in auto e camminerà per ore. Fortunato.
Le montagne assumono contorni più familiari anche se c'è qualcosa di diverso. Inutile girarci intorno siamo sugli Appennini non sulle Alpi.
Il B&B il Parco è a 900 metri di altezza ma il caldo appiccica e infastidisce. L'autostrada è  davvero a due passi ma il nostro appartamentino è  a piano terra e il rumore non si sente. Peccato abbia una vetrata che si incamera il sole e non c'è condizionatore. Ma ci vengono dati due ventilatori. Taby vede che non c'è acqua per nuotare e si nasconde sotto il letto.
Parliamo dei gestori, due fratelli Mario e Domenico speciali, disponibili, amabili, sorridenti e spiritosi. Sono la forza della struttura. Ti fanno andar via contenta.
La colazione  al mattino senza orario nel loro bar ci risolleva da quelle spartane fatte a Sarnano. Ci sono torte fatte in casa, brioche fresche, succo, frutta, jogurt. Due battute spiritose non mancano. Avvicinano e allegeriscono.
Decidiamo di raggiungere in auto due posti imperdibili:  il paese di Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio, scenografia di molti film e ispirazione per l'ambientazione de "In nome della rosa". Sono a dieci  km. di distanza l'uno dall'altro.
Il paese a 1200 metri (tra i borghi più belli d'Italia) è un labirinto di stradine, pareti di sassi, porticati, scale. Tutto sale a spirale fino a raggiungere la torre merlata medioevale appena ricostruita dopo il terremoto. Il paese, apprezzato anche da un turismo straniero, è sede di un albergo diffuso che deve essere completato e ancora puntellato da ponteggi e passaggi in ricostruzione. Una chicca in confronto a certi borghi di Francia che abbiamo visitato.

Santo Stefano di Sessanio

                                                          


  Qualche bottega che vende la famosa lenticchia nera. Il resto è rimpianto per non avere più  tempo, potersi addentrare in ogni viottolo, in ogni passaggio, in ogni stradina.
Rocca Calascio ci aspetta speriamo non ci sia troppa gente e troppo caldo.
La strada che porta alla rocca è  bloccata. Si deve posteggiare in Paese, salire fino alla biglietteria e poi prendere la navetta.
Salire fino alla biglietteria corrisponde a fare tanti, tanti scalini. Taby ha sete, si fionda in una fontanella piena di vespe, incolume. Niente museruola in navetta solo carezze dei passeggeri. Comincia la salita verso la fortezza e la chiesa...il paesaggio  con il vento e lo sfondo delle arsure è pieno di atmosfera. Poi si sale tra pietre, rocce e vento fino alle mura nude e squadrate. Entriamo , un ponte per agevolare l'ingresso ma subito prima massi scomposti rendono instabile l'appoggio. Facciamo il giro dei bastioni e torniamo ad aspettare la navetta del ritorno.



Rocca Calascio


I paesi che attraversiamo ma anche quello in cui alloggiamo sembrano non essersi mai ripresi dal terremoto del 2009. I centri in ricostruzione sono spopolati. La gente  è restia a riaprire. Un fruttivendolo è a otto chilometri di distanza. Nel supermercato troviamo i prezzi alti. Tutto è un po' baraccato anche se nei ristoranti si mangia bene e i prezzi sono bassi. In una specie di rimessa da giardino un orefice siede sugli scalini in attesa di clienti...
La chicca di Assergi, mi perdoni il Gran Sasso, è Franchino ristoratore della trattoria" Fore le mura".    
...poi altri

                                                                                                    
Due sale alla meglio, due posti fuori alla meglio. Non fatevi condizionare dai suoi modi un po' bruschi nell'immediato: il talento lo riconosco dall'odore. Franchino è un grande: cucina popolare del territorio.


Sempre pieno, d'obbligo prenotare. Antipasti che non finiscono mai, un primo di pasta tradizionale e arrosticini super gustosi. A Franchino viene voglia di stringere la mano per rispetto, un grande, glielo si deve. Conto modesto. Certo se ci tenete all'ambiente, alla pulizia precisa e ordinata,  all'etichetta, non andateci: c'è sempre il  "Vulìa" elegante dove potete gustare spaghetti alla chitarra con sugo all' amatriciana.


E adesso si prende la funivia e si sale.
Arriviamo in una giornata di sole e quando scendiamo il vento è molto forte e rende instabili.
Abbiamo già rinunciato a raggiungere il rifugio Duca degli Abruzzi, per cui ci limitiamo a fare un giro intorno. Il posto è brullo, arido, deturpato da ripetitori e un osservatorio. Tre chioschi che sfornano arrosticini e patatine. Un ostello ben inserito. Ma il Gran Sasso è  lui, l'albergo che ha ospitato Mussolini nei pochi giorni di prigionia prima che arrivassero i tedeschi con gli alianti a portarselo via. La struttura è  in ristrutturazione. Anche se non vedo lavori in corso. È inutile puntare l'obiettivo verso l'orizzonte, il fuoco del cellulare si stabilizza sulla costruzione crepata rossa dell' albergo. 



Gran Sasso

Al ritorno c'è internet che spiega tutto, come si è svolto l'attacco tedesco, chi lo dirigeva e giù video, interviste. Considerazioni. I cocci di un Italia allo sbando.
È la nostra storia, la nostra terra anche se è così lunga che si divide. Dovremmo rapportarci  col passato non per emularlo ma per assumercene le responsabilità, per imparare. Quegli italiani siamo noi.

Sono profonda o pesante?😏 Allegerisco: dai Taby  che si torna.






lunedì 31 luglio 2023

PRODOTTI BEAUTY RICOMPRATI

 

li ho finiti e ricomprati
   

   

     Da quando la skin care e il make up sono diventati una passione continua praticata e seguita ci sono prodotti che ho ricomprato, con i quali  mi sono trovata bene.

Importante è capire che i consigli degli altri sono soggetti a tante variabili. Età, tipo di pelle, forma del viso.

Sul make up con onestà è difficile rinnovare l’acquisto in quanto vi è effettiva difficoltà a finire un prodotto. Forse i fondotinta? Però le appassionate cambiano sovente prodotto per la voglia di testare e trovare il sacro graal della pelle.

Ogni acquisto non deve essere suggerito dall’hype o dal richiamo del prodotto in un determinato momento. Bisogna capire se la texture, colore, composizione vanno bene con noi, la nostra pelle, la nostra conformazione ed età. Il nostro modo di truccarci. Un rossetto rosso per me agèe, con  labbra sottili non lo metterei proprio. Blush violacei o ombretti gialli, verdi, anche no. Invito invece a studiare i tutorial di persone che hanno  gli stessi lineamenti,  le stesse imperfezioni e vedere come le correggono. Per esempio io che ho gli occhi piccoli stretti incappucciati con un po’ di epicanto studio i make up coreani. Che anche per il resto trovo più leggeri e garbati.


 

Certo pure io ho fatto acquisti che poi ho gettato e ne farò. Ma torniamo in tema.

Uno dei prodotti di skin care che compro e ricompro è Rohto Hadalabo Gokujyun Hyaluronic lozione di acido ialuronico trasparente per l’estate e  in latte per l’inverno.

Detergenti viso ne ho comprati tanti inseguendo le voci delle varie youtuber. Alla fine due sono i prodotti che ho ricomprato  Pyunkang Yul burro struccante (ottimo in estate perché non brucia gli occhi), Hada labo schiuma ialuronica e The face shop rice water olio (in inverno). Attenzione non sono i migliori, sono quelli che ho ricomprato. Adesso ho trovato uno schiumogeno migliore. Che me ne faccio della riserva di hada labo? Lo adopererò per lavare il corpo il…

Ho ricomprato il Ceraucle cream (forse il più ricomprato) , crema idratante che adopero soprattutto in inverno, si assorbe che è una meraviglia e mi dà l?idea di far assorbire  anche tutti gli attivi che metto sotto.

Ho ricomprato il balsamo labbra in stick e vasetto della Elizabeth Arden. Il migliore tra quelli provati.

Ho ricomprato il contorno occhi della SVR, ammorbidisce e distende che è un piacere. Ho ricomprato il Siero Face D. Non so perchè, mi andava. 

Ho ricomprato acido lattico della The Ordinary sia al 5% che al 10%.


 

Restando sullo stesso brand ho ricomprato il siero per capelli ai peptidi.

In farmacia ho riacquistato il Fotoker ordinato dalla dematologa per le macchie del viso che tendono a fare la crosticina (cheratosi).

Stavo dimenticando Neovadiol Elixir magistral di Vichy un olio viso studiato apposta per la pelle in menopausa che mescolo ad altri prodotti o metto così com'è nelle zone che vedo più avvizzite.

Correttore ricomprato: il Maybelline instant age (ma quanyo è buono sto prodotto!?) anche se ne ho tanti di brand più titolati.

Fondotinta: solo il Face and body di MAC perché lo sapete poi mi faccio tentare da altri. Stupendo quello di C.T. il Light wonder che non fanno più, sarà riformulato.

Dimenicavo le matire occhi punta slim in gel brown di due brand coreani BBia e Cosnori

CIAO

venerdì 28 luglio 2023

RICOMPARE PAROLISI

 

Salvatore Parolisi

 
      Ci sono uomini che hanno una unica qualità: sono "femminari" e talvolta questo non ha nemmeno a che fare con l'aspetto. Spruzzano ormoni maschili come gli animali nel periodo dell'accoppiamento, il corteggiamento è  nel loro DNA, una necessità. Ogni donna con cui  amoreggiano si sente " elevata" e la rendono unica, quasi grata di aver ricevuto il favore. La loro personalità è  narcisista. Non si innamorano mai. Sciupano le donne ma non credo nemmeno con intenzionalità.  Passano semplicemente ad un' altra. Si rifiutano alla precedente e questo fa imbestialire quelle che avevano ricevuto l'onore e vengono detronizzate e già si vedevano accanto ad un uomo fascinoso, galante, pieno di attenzioni anche a letto. L'esperienza, quella sessuale, gioca la sua parte. Sono uomini da cui scappare a gambe levate. Tante ci cascano, non capiscono.
Parolisi è uno di loro. Un dongiovanni di scarsa cultura (non aveva un diploma) e di scarso intelletto.
Certo che le forze armate quanto meno dovrebbero pretendere la scuola media superiore.
Le donne che si confrontano in coppia con questi tipi restano stupefatte di non essere considerate, trascurate:
"Ciccio bello ma ti rendi conto che il mio cervello ha più  acume del tuo? Che ai miei livelli non ci arrivi proprio? Ma come non ti basto? Sono bella e intelligente, piena di valori e per te non conta?"
No, non conta perché i Parolisi misurano la loro autostima dal numero di donne che si portano a letto. Arrivano alla dipendenza. Sono alterazioni, devianze al comune senso di vita.
Non si può investire su di loro e non cambieranno mai, forse a ottant'anni. Bisognerebbe saperli riconoscere, adoperarli per quello che sono: non investiamo neanche una briciola di impegno.
Non lo meritano e non lo vogliono.
Basta che non uccidano, che non illudano, che non intrappolino.
Ludovica avrà ricevuto un'altra pugnalata ad ascoltare l'intervista rilasciata a "Chi l'ha visto" ma si sono sentite pugnalate tutte le donne ridotte ad avventure sbandierate con strafottenza e noncuranza. Cose di poco conto per lui "macho". Peccato che sia stato condannato perché a Melania quel pugnale l' ha affondato 35 volte. 

Donne, soprattutto voi giovani, ingenue, piene di sogni, attente ai Parolisi (oltretutto fra poco uscirà) chè ce ne sono in giro.

venerdì 7 aprile 2023

I CIONTOLI

 

    Nel caso di Marco Vannini è innegabile che al di là della tragica morte di un ragazzo di 20 anni sia anche l’altra famiglia, i Ciontoli, che ha colpito l’opinione pubblica.
I Ciontoli sono il Caos, l’imprevedibile oscuro che può esistere dentro di noi.
Adesso sono in prigione tutti, da un anno.
Nell’ultimo periodo, prima della Cassazione hanno cominciato a farsi vedere in tv, sui social. Li ho ascoltati, visti. Mi sono impegnata a seguire Federico che  sembrava il meno colpevole. Su facebook, su instagram, credo.
L’ho ascoltato attentamente. Però… c’è un però.
Federico si arrampica sui particolari, su imprecisioni artate dai media  per sostenere la sua non colpevolezza, per mitigarla. Quello che non riesce a cogliere è il macigno della storia che non può essere ridimensionato da qualche intercettazione collocata ad hoc.
Subito dall’inizio, i Ciontoli si sono stretti a cuneo e non si sono mossi di un millimetro se non per dare versioni alterne  perché smentite dalle prove.
Penso che a sparare sia stato indiscutibilmente Antonio, il capofamiglia. Credo che le pistole non fossero in bagno ma in un altro posto e che Marco non stesse lavandosi ma stesse chiacchierando con Martina nel bagno. Penso che Antonio sia entrato di proposito per fare uno scherzo e abbia sparato senza guardare se dentro ci fossero pallottole.
Antonio tronfio, megalomane, prepotente e autoritario.
C’era Martina? Difficile rispondere perché se ci fosse stata avrebbe dovuto credere che uno sparo non era uno sparo. E’ possibile credere a un padre padrone?
D’altronde le intercettazioni del suo racconto nella stazione di Civitavecchia dimostrerebbero la sua presenza. Racconto che ha pesantemente condizionato il secondo processo.
Marco è stato lavato? Sì, sfugge ad una testimonianza di Maria Pezzilo.
Perché Marco non ha parlato, non è intervenuto, non ha gridato aiuto?
Contrariamento a quanto pensano i genitori io credo che a Marco i Ciontoli abbiano chiesto di non parlare per non creare problemi. Marco amava Martina, le chiede scusa quando le sue grida di dolore sono troppo forti. Se lei gli ha detto: “abbi pazienza è una cosa da niente, appena possibile papà ti porta all’ospedale e cerca di risolvere la situazione senza avere danni per il suo lavoro” lui avrebbe ingoiato il suo dolore e sopportato l’ insopportabile.
Sono convinta che fino a che Federico non ha trovato il bossolo in bagno tutti credessero al “colpo d’aria”
Poi hanno accettato il colpo di pistola e come tale la possibile morte del ragazzo.
Da quel momento sono tutti colpevoli. Si sono schierati in postazioni di difesa. Tutti a mio avviso hanno sentito la telefonata di Antonio al 118, nessuno ha raccontato la verità quando è arrivata l’ambulanza.
La visione che danno in quel momento è di un formicaio calpestato, scappano da tutte le parti. Resta il Ciontoli con la sua imperscrutabilità, che fa il tonto e dice che è stato un pettine a punta.
Non capisco poi perché anche se l’ambulanza è stata chiamata in codice verde al ritorno non sia partita in codice rosso. Non che questo viste le perizie avrebbe modificato l’esito.
Maria Pezzillo, ho sentito sostenere che avrebbe dovuto avere una pena minore: non sono d’accordo. Lei era l’unica altra adulta, l’abbiamo sentita zittire Marco quando gridava e dirgli: “basta!”
Ci hanno riferito che il ragazzo stava morendo e lei si lamentava per il lavoro del marito e per il timore di perdere la casa. Non ultimo di non avere un golfino adeguato. E’ stata registrata dai vicini quando si è recata per verificare cosa avessero sentito e per condizionarli. E poi lei è una mamma, se si fosse trattato di suo figlio?

famiglia Ciontoli


Federico,  che si è attivato per un aiuto è l’unico della famiglia che forse avrebbe dovuto avere una pena inferiore, solo che nelle sue spiegazioni sui social traspare l’educazione del Ciontoli, quel non volere chiedere scusa, una certa mancanza di umiltà.
Viola, duplice nel suo atteggiamento: piange continuamente in aula ma diventa aggressiva e incauta quando risponde al cellulare a casa.
Martina? Un mistero. La nuora che non vorrei avere. Ha abbandonato Marco nel momento della scelta.
Forse il legame si era usurato, forse il padre è sempre il padre. Si fa il selfie con le amiche pochi giorni dopo,  chiede al professore un voto più alto in quanto fresca “vedova”. Fredda, controllata a rispettare il patto familiare anche quando le telefonano gli amici più cari, pieni di emozione/agitazione per quanto successo.
Al processo tiene testa. A me è parsa una tosta.
E adesso passiamo ad Antonio Ciontoli, un pallone  gonfiato, con scarse abilità: chissà da chi sarà stato raccomandato per ottenere quel posto di lavoro (mamma, in che mani siamo!) Sono convinta che gli errori sulle domande di concorso presentate da Marco non fossero boicottaggi  ma incapacità del Ciontoli. Uno che aveva avuto fortuna immeritata fino a quel momento, e di questo ne è consapevole tanto da affondare nel panico quando la  vede (fortuna) sfuggire di mano.
Una persona prepotente senza principi solidi. Sono convinta che le armi le avesse tenute tutto il giorno sul divano e che poi abbia avuto la brillante idea di fare uno scherzo a Marco senza minimamente accertarsi se la pistola fosse scarica.” Tac di sparo”, riferisce Martina di averlo sentito dire. Dopo tutto il bersaglio non era suo figlio. Martina a mio avviso c’era in quel bagno. La sua descrizione troppo veritiera e mimata con precisione: “Marco, amò, ti sei solo spaventato è un colpo d’aria”.
Dalle intercettazioni dei Ciontoli in caserma una cosa si capisce, che non hanno rimorsi, che la vittima sembrerebbe il padre, che le quasi due ore di agonia che hanno fatto passare a Marco manco li sfiora.
Che con il padre sottosopra è Federico a prendere le redini della famiglia e a concordare versioni tese a proteggere l’indifendibile.
Federico che oggi continua a protestare che lui c’era e nessuno voleva la morte del ragazzo. Ma che credi che una persona colpita da un proiettile calibro 9, con quei sintomi potesse non avere niente di grave?
Ma a cosa mirava il Ciontoli? Chi avrebbe potuto sottacere una ferita da arma da fuoco? Certo avrà avuto conoscenze in alto loco visto che fino alle otto del mattino al PIT di Ladispoli sono sfilati vari gradi delle forze armate. Ma credo che nessuno avrebbe spalleggiato un omuncolo di tale spessore. Nemmeno Izzo che lo abbandona dopo poco.
A Federico dico: d’accordo sarai stato il meno peggio in quella famiglia ma dal momento in cui è stato ritrovato il bossolo e nessuno ha smentito le assurdità di Antonio dette al 118 o quando sono arrivati i soccorsi, vi siete incarcerati da soli. E purtroppo lo meritate. Non è gogna mediatica è riprovazione pubblica. Non credo ne uscirete migliori, l’educazione del Ciontoli purtroppo come quasi tutti gli insegnamenti sbagliati danno un imprinting formativo difficilmente modificabile. Farete la vostra vita, avrete dei figli, capirete. Cercherete di dimenticare o vi arrampicherete ancora nelle giustificazioni. Non ce ne sono. Meglio che questo lo interiorizziate e comprendiate che forse era questo che si aspettavano tutti, una ammissione di colpa, un abbassare la testa: “Scusate siamo colpevoli, abbiamo sbagliato tutti”.